Apple Watch Series 2, la prova in anteprima

by • 1 ottobre 2016 • In evidenzaCommenti (0)5767

Più veloce, più intelligente, col Gps integrato: ecco come cambia lo smartwatch di Cupertino. Il nuovo modello punta sullo sport ed è perfetto per correre, ma anche per nuotare.

Costume, doccia, e siamo pronti per la piscina. Ma stavolta con l’Apple Watch al polso.Il nuovo modello resiste fino a 50 metri di profondità, così per la nostra prova in anteprima abbiamo deciso di usarlo dove prima non si poteva: in acqua.

STILE LIBERO
Su Apple Watch Series 2 basta scegliere l’app Allenamento, scorrere fino a “Nuoto in piscina”, impostare la lunghezza della vasca e dare il via. Meno tre, due, uno, e parte il cronometro. Lo smartwatch della Mela conta le bracciate con precisione eccellente, riconosce perfino i diversi stili di nuoto e la virata, calcola il tempo per ogni vasca e indica le calorie consumate (il calcolo è necessariamente approssimativo, ma personalizzato in base a età, altezza, peso e sesso di chi lo usa). Sott’acqua il display è oscurato e i comandi bloccati, per non creare distrazioni, ma appena fuori riprende a funzionare. Ruotando la Digital Crown il Watch si sblocca e l’acqua entrata nel microscopico vano dell’altoparlante viene espulsa con un suono. Premendo contemporaneamente la Digital Crown e il pulsante accanto si mette in pausa il conteggio, per prendere fiato un attimo. Il tutto funziona benissimo e l’Apple Watch, leggero e poco ingombrante, è un valido aiuto nell’allenamento. Attenzione però, perché, almeno le prime volte è facile cadere nella tentezione di controllare mail e messaggi a bordo vasca: se l’iPhone è distanza ragionevole, diciamo entro i 30 metri, le notifiche sono comunque attive e tutte le funzioni sono disponibili come sempre, anche sott’acqua. E così si finisce col perdere uno dei più grandi vantaggi del nuoto: la possibilità di essere finalmente isolati dal resto del mondo, il lusso di non essere connessi per un’ora.
Si può anche nuotare all’aperto, e in questo caso a determinare la distanza e il percorso sarà il Gps. Non abbiamo provato Apple Watch Series 2 in questa modalità, ma abbiamo avuto modo di valutare la precisione e la velocità del Gps anche in bici e camminando.

COM’È
Uguale ma diverso: come l’iPhone 7, anche l’Apple Watch Series 2 conserva il design della serie precedente eppure è molto cambiato all’interno. E, come per l’iPhone, le differenze sono incrementali, ma contribuiscono a dare l’impressione che lo smartwatch di Cupertino sia finalmente diventato come avrebbe dovuto essere fin all’inizio. Prendiamo quella che tecnicamente è forse la novità più importante: il Gps. Era una mancanza evidente del primo modello, che obbligava i tanti appassionati della corsa a portarsi dietro l’iPhone oppure a scegliere uno smartwatch diverso, quando non un fitness tracker. Tutti potenziali acquirenti di Apple Watch, dirottati su altri marchi. Ora la strategia cambia: il focus non è più, o meglio non tanto, la moda (anche se c’è un nuovo Watch Edition in ceramica e altri modelli in collaborazione con Hermès), quanto lo sport. Arriva infatti una serie speciale firmata con Nike, pensata apposta per chi corre, con due quadranti personalizzati e quattro cinturini forati, che non temono il sudore. Con il Gps integrato, il sensore cardiaco e la possibilità di conservare fino a 2 GB di musica in memoria, il Watch Series 2 è perfetto per lo jogging: basta abbinarci un paio di cuffie bluetooth (magari proprio le AirPods di Apple, che arriveranno a fine ottobre).

LA TECNOLOGIA
Lo schermo del modello precedente soffriva un po’ in piena luce, e non sempre la leggibilità era ottimale. Un handicap per un gadget dallo schermo così piccolo, che diventava meno fastidioso scegliendo un quadrante ad alto contrasto, con cifre e simboli perlopiù in bianco e nero. Ora Apple impiega una nuova tecnologia che rende il display due volte più luminoso, e al sole la differenza si vede. Ma a cambiare è tutto il cuore dello smartwatch: il chip interno infatti è di nuova concezione, un dual core progettato dalla stessa Apple e capace di prestazioni fino al 50 per cento superiori rispetto alla serie precedente. Con il processore S2 le app si caricano prima e sono più reattive, il tempo di attesa perché le schermate si aggiornino è decisamente diminuito. Anche la batteria è migliorata: secondo i dati ufficiali ha il 35 per cento di potenza in più, nell’uso comune la maggiore autonomia si nota, ma comunque non si va oltre la giornata intera, c’è sempre bisogno di ricaricare lo smartwatch durante la notte.

IL SOFTWARE
Apple ha investito molto sul software, migliorando la versione precedente e aggiungendo nuove funzioni. È possibile aggiornare l’Apple Watch originale (vi spieghiamo qui come fare), mentre ovviamente il Series 2 viene venduto già con WatchOS3 incluso. Diciamo subito che i cambiamenti sono anche qui incrementali, e si traducono in una maggiore fluidità d’uso anche sul modello vecchio, e in un maggiore flessibilità e possibilità di personalizzazione. L’app Allenamento comprende ora 12 attività, indoor o all’aperto ed è possibile monitorare fino a cinque parametri alla volta, interrompere automaticamente una corsa e segnare i parziali. E tutti i dati si possono condividere con la famiglia o gli amici. Se prima l’Apple Watch avvisava quando si stava troppo a lungo seduti, ora c’è un’app apposta per respirare. Breathe (Respiro) in WatchOS3 è pensata per incoraggiare chi usa Apple Watch a dedicare un momento della giornata a esercizi di respirazione per rilassarsi e combattere lo stress. Un’idea bizzarra? Forse, ma ricordarsi di staccare ogni tanto non può far che bene. Volendo, c’è anche un’app esterna per ricordarsi di bere di più (WaterMinder) e una, anzi parecchie, per monitorare la qualità del sonno (ad esempio Beddit).
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