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Cambiano i vizi degli italiani

by • 8 settembre 2017 • SOCIALE, Visualizza in HomeCommenti (0)114

Siamo un popolo triste, lo dice la Coop. Negli ultimi dieci anni la felicità è crollata: in un punteggio da zero a dieci in cui 6 è la sufficienza, siamo in zona bocciatura. Il nostro voto è 5,3 quando nel 2008, ignari del fatto che di lì a poco la grande crisi ci avrebbe travolti, avevamo la media del 7. E la nostra fama di «latin lover» si sta squagliando come le nevi dello Stelvio. Nel rapporto della prima catena italiana della grande distribuzione che ogni anno fa una disamina a tutto tondo dei consumi degli italiani, c’è anche uno spaccato di come vanno le cose sotto le lenzuola. E i fenomeni sono due: la passione d’un tempo ce la siamo giocata, in più siamo circondati da kamikaze del sesso non protetto.

Quel che è certo è che le vendite di contraccettivi e simili stanno calando a vista d’occhio. La spesa per profilattici, per dire, negli ultimi 12 mesi è scesa del 6% (-4,7% in quantità). Spirali, diaframmi e spermicidi? Se ne vendono il 4,6% in meno in quantità, che nella spesa – avranno aumentato i prezzi – si traduce in un -2%. Meno 9% la spesa per gel stimolanti, meno 3,4% (che vuol dire il 4,2% di confezioni in meno) quella per contraccettivi ormonali sistemici. Anche Viagra e simili, i farmaci anti defaillance, non vanno a ruba: -0,5%. In compenso – e qui arriva il capitolo kamikaze – si registra un vero e proprio boom dei contraccettivi d’emergenza, la pillola del giorno dopo: nell’ultimo se ne è venduto il 22,5% di confezioni in più, per una spesa aumentata del 19,4%. Segno che l’educazione sessuale in Italia è ancora all’anno zero.

E poi, sorpresa: anche il porno perde attrattività. La frequenza media annua delle ricerche su Google delle parole «porno» o «youporn» negli ultimi sei anni si è quasi dimezzata. Il traffico sui siti a luci rosse – di cui un quasi quinto degli utenti, il 23%, è donna – è in calo, segnalano dalla Coop. Non solo Venere, poi. L’italiano non appare più un popolo dedito alla trasgressione. Calano i fumatori. Erano il 23,7% della popolazione nel 2012, sono il 19,8% oggi. Solo il 77% della popolazione con più di 11 anni consuma alcolici almeno una volta l’anno, Natale, Capodanno e Pasqua inclusi. Nel 2006 era l’81,1%. In compenso, quanto a tatuaggi, iniziamo ad avere percentuali degne dei maori: ne ha almeno uno il 13% della popolazione.

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