Come la Bce ha difeso i nostri soldi

by • 14 giugno 2018 • ECONOMIA, In evidenzaCommenti disabilitati su Come la Bce ha difeso i nostri soldi105

La Bce compie venti anni. Anagraficamente, è una banca centrale giovanissima: la Bank of England fa risalire l’inizio della sua storia al 1694, il Federal Reserve system negli Usa è nato nel 1913. Ma quello della Banca centrale europea non è un compleanno qualsiasi di chi finisce i suoi anni “teen” e diventa adulto. La Bce non è una banca centrale come tutte le altre, istituzione indipendente dedicata a difendere una moneta rispetto a un’unica inflazione per la stabilità dei prezzi in un’unica economia. Sempre agendo, come una qualsiasi banca centrale, con totale indipendenza e con strumenti di politica monetaria convenzionali e non convenzionali, a volte anch’essi ritagliati su misura per lei.

La Bce è unica perché agisce tramite l’Eurosistema, nasce dalla fusione di 11 fino a 19 banche centrali nazionali. E proprio perché la Bce è eccezionale, così eccezionali sono stati i suoi primi venti anni, anch’essi straordinari. Non un ventennio qualsiasi, durante il quale l’Eurozona non solo ha avuto la più bassa inflazione rispetto ai decenni precedenti della media dei 19 ma soprattutto l’euro, anch’esso una giovanissima moneta simbolo di un’Unione per la pace e per la prosperità in Europa, ha superato la più grande crisi finanziaria dai tempi della grande depressione, smentendo gli euroscettici in casa e su scala globale. Un euroscetticismo che però proprio adesso, al suo ventesimo compleanno, sta riemergendo, proprio in casa, proprio in uno degli Stati fondatori dell’Unione europea, l’Italia. E che per tutta risposta sta fomentando le critiche, soprattutto provenienti dai Paesi europei “core”, su quelli che descrivono come “eccessi” della politica ultra accomodante della Bce negli ultimi anni.

Cosa ha fatto la Bce in questi 20 anni? Durante un ventennio di continui progressi per saldare l’unione nell’Eurozona, e durante un periodo di trasformazione, la Bce ha operato senza essere affiancata da una politica fiscale unica europea e con una cassetta degli attrezzi tutta da inventarsi. È l’unica banca centrale al mondo, per esempio, a essersi dotata del “whatever-it-takes”, la difesa a oltranza, con qualsiasi mezzo (comprese le Omt come scudo di protezione estrema per uno Stato finito sotto attacco), dell’irreversibilità dell’euro così come annunciato dal presidente Mario Draghi nel 2012. «Believe me, it will be enough»: su questa minaccia di Draghi ai mercati finì la crisi dell’euro scoppiata nel 2010.

1) Da quando è nato l’euro, il primo gennaio 1999, l’inflazione media nei Paesi aderenti alla moneta unica europea è stata dell’1,7% , più bassa rispetto agli anni ’70, ’80 e ’90.

2) Per contrastare il pericolo della deflazione o di un’inflazione troppo bassa troppo a lungo, dopo la grande crisi finanziaria la Bce ha adottato una politica monetaria molto accomodante per tenere i tassi bassi e così aiutare la crescita e quindi la risalita dell’inflazione verso il target “tasso inferiore ma prossimo al 2% a medio termine”. La Bce ha utilizzato uno strumento di politica convenzionale come il ribasso del tasso di riferimento ma lo ha portato eccezionalmente in terreno negativo (le deposit facilities a -0,40%). Ha anche usato uno strumento di politica monetaria non convenzionale come il Qe (quantitative easing) acquistando ad oggi 2.400 miliardi di attività finanziarie. Il Qe è stato utilizzato anche dalla Federal Reserve, la Banca del Giappone e dalla Bank of England ma quello della Bce è unico al mondo: la Banca europea infatti non può comprare titoli e bond all’infinito, ma è vincolata dalla chiave capitale (una modalità che detta la ripartizione degli acquisti tra i 19 Paesi in base al Pil e alla popolazione dei singoli Stati) e dal tetto del 33% dell’emissione per non avere un peso determinante nel caso di eventuali class action o assemblee degli obbligazionisti.

3) Per evitare il collasso dell’intero sistema bancario europeo, durante la grande crisi finanziaria scoppiata nel 2008, la Bce ha inventato uno strumento di liquidità straordinaria, i prestiti triennali alle banche, le “LTRO” per 1000 miliardi, sostituendosi al mercato interbancario che si era polverizzato. Le banche si sono rafforzate e sono tornate a prestarsi denaro tra di loro.

4) Dal 2014 la Bce supervisiona, come istituto indipendente di vigilanza bancaria, 118 grandi banche europee attraverso il Single Supervisory Mechanism che cementa l’Unione bancaria.

5) Nella sua attività più tradizionale, fa funzionare il sistema dei pagamenti Target 2 sul quale ogni giorno vengono eseguite 350mila transazioni finanziarie per un importo pari a 1.700 miliardi di euro.

6) La Bce è considerata un pilastro dell’Eurozona. Sostiene di aver contribuito, con il suo ruolo determinante sulla stabilità di prezzi e sull’andamento dei tassi, alla creazione di 7 milioni di nuovi posti di lavoro nell’Eurozona tra il 2012 e il 2017. E di aver dato contributo anche alla crescita economica nell’area dell’euro, con il Pil pro capite medio che è salito da 21mila a 32mila euro dall’avvio della creazione della moneta unica a oggi.

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