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È eretico dire: questo o niente

by • 16 dicembre 2016 • In evidenza, SOCIALECommenti (0)301

La Chiesa non lo insegna. Infatti non è cattolico. È addirittura «eretico», predicare il concetto «questo o niente». Bisogna liberarsi da quell’idealismo rigido che non permette di riconciliarsi. È il monito che lancia papa Francesco nella Messa di questa mattina a Casa Santa Marta, durante la quale pone l’accento sul «sano realismo» che Dio insegna ai discepoli. Il Pontefice inoltre ribadisce che le persone di Chiesa che si comportano in modo contrario di ciò che dicono producono un grande male al popolo di Dio. Lo riporta Radio Vaticana.

Papa Bergoglio sviluppa l’omelia dall’esortazione di Gesù che si legge nel Vangelo del giorno: «La vostra giustizia deve superare quella degli scribi e dei farisei». Il popolo, osserva il Pontefice, è «un po’ sbandato» perché «quelli che insegnavano la legge non erano coerenti» nella loro «testimonianza di vita». Cristo invita dunque a superare tutto ciò, ad «andare in su», a crescere. E cita il primo Comandamento: «Amare Dio e amare il prossimo». Poi evidenzia che chi si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio divino. Perché insultare il fratello è come dare uno schiaffo alla sua anima: «Questo – dice Francesco – fa bene sentirlo, in questo tempo dove noi siamo tanto abituati ai qualificativi e abbiamo un vocabolario tanto creativo per insultare gli altri». Esclama il Papa: insultare il fratello è «peccato», è «uccidere», è «dare uno schiaffo alla sua dignità».

Usa anche l’ironia, il Vescovo di Roma, rilevando che spesso si pronunciano parolacce «con molta carità, ma le diciamo agli altri».

Riferendosi alla presenza dei bambini a Messa, chiede agli adulti di essere «tranquilli, perché la predica di un bambino in chiesa è più bella di quella del prete, di quella del vescovo e di quella del Papa». Esorta lasciare liberi i bimbi, che sono «la voce dell’innocenza che fa bene a tutti».

Il Figlio di Dio a «questo popolo disorientato» chiede di guardare «in su» e andare «avanti». Francesco a questo punto denuncia la contro-testimonianza dei cristiani: «Quante volte noi nella Chiesa sentiamo queste cose: quante volte! “Ma, quel prete, quell’uomo, quella donna dell’Azione Cattolica, quel vescovo, quel Papa ci dicono: ‘Dovete fare così!’”, e lui fa il contrario. Quello è lo scandalo che ferisce il popolo e non lascia che il popolo di Dio cresca, che vada avanti. Non libera». Infatti, «questo popolo – aggiunge – aveva visto la rigidità di questi scribi e farisei e anche quando veniva un profeta che dava loro un po’ di gioia lo perseguitavano e anche lo ammazzavano: non c’era posto, per i profeti, lì. E Gesù dice a loro, ai farisei: “Voi avete ucciso i profeti, avete perseguitato i profeti: quelli che portavano l’aria nuova”».

I desideri di Cristo sono «la generosità, la santità» delle persone di ogni tempo e luogo. Le si raggiunge in un modo: «Uscire ma sempre, sempre in su. Uscire in su». Ecco la «liberazione» dalla «rigidità della legge e anche dagli idealismi che non ci fanno bene».

Jorge Mario Bergoglio avverte: Gesù «ci conosce bene, conosce la nostra natura» ed esorta a mettersi d’accordo quando ci sono contrasti con altri. «Gesù – chiarisce – ci insegna anche un sano realismo. Tante volte non si può arrivare alla perfezione, ma almeno fate quello che potete, mettetevi d’accordo».

«Questo sano realismo della Chiesa cattolica – precisa – la Chiesa cattolica mai insegna “o questo, o questo”. Quello non è cattolico».

Invece «la Chiesa dice: “Questo e questo”. “Fai la perfezione: riconciliati con tuo fratello. Non insultarlo. Amalo. Ma se c’è qualche problema, almeno mettiti d’accordo, perché non scoppi la guerra”. Questo sano realismo del cattolicesimo. Non è cattolico – ribadisce – “o questo, o niente”: quello non è cattolico. Quello è eretico».

Gesù cammina «sempre con noi, ci dà l’ideale, ci accompagna verso l’ideale, ci libera da questo ingabbiamento della rigidità della legge e ci dice: “Ma, fate fino al punto che potete fare”. E lui ci capisce bene. È questo il nostro Signore, è questo quello che insegna a noi».

Dio domanda anche di non essere ipocriti: di non andare a lodarLo con la stessa lingua con la quale si insulta il fratello: «Fate quello che potete, è l’esortazione di Gesù, almeno evitate la guerra fra di voi, mettetevi d’accordo».

Francesco afferma in conclusione: «Mi permetto di dirvi questa parola che sembra un po’ strana: è la santità piccolina del negoziato. “Ma, non posso tutto, ma voglio fare tutto, ma mi metto d’accordo con te, almeno non ci insultiamo, non facciamo la guerra e viviamo tutti in pace”. Gesù è un grande! Ci libera di tutte le nostre miserie. Anche da quell’idealismo che non è cattolico».
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