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Equitalia: quando la cartella esattoriale va in prescrizione

by • 23 settembre 2016 • In evidenzaCommenti (0)871

Equitalia non ha più alcuna facoltà di procedere alla riscossione coattiva se la cartella esattoriale va in prescrizione.
Quando i termini di prescrizione della cartella di pagamento risultano compiuti, Equitalia infatti non è più tenuta a far partire il pignoramento, il fermo o l’ipoteca sui beni del soggetto che risulta debitore, pena l’illegittimità di tali provvedimenti.

Nel caso di cartelle esattoriali prescritte, come detto, Equitalia non può procedere alla riscossione coattiva, dovendo invece eliminare opportunamente la cartella ormai prescritta dalla posizione debitoria del soggetto contribuente.
Quando questo non si verifica e anzi viene ugualmente avviato il pignoramento, anche in caso di subentrata prescrizione, il contribuente per tutelarsi può fare opposizione all’esecuzione forzata, agendo in tribunale ordinario e così contestando il pignoramento mediante avvocato. Sarà, poi, lo stesso tribunale a stabilire se interrompere o meno l’esecuzione rinviando successivamente il contribuente al giudice competente sulla base dell’imposizione oggetto della discussione.
Nel caso in cui Equitalia abbia provveduto ad inviare al contribuente un preavviso di ipoteca o di fermo auto, quest’ultimo avrà la possibilità di avanzare ricorso per ogni tipologia di debito, che qui di seguito elenchiamo, di fronte al giudice di volta in volta competente.
1) Bollo auto: Commissione Tributaria Provinciale
2) Canone Rai (imposta sulla tv): Commissione Tributaria Provinciale
3) TASI, IMU, ICI, TOSAP e altre tasse locali: Commissione Tributaria Provinciale
4) IVA, IRPEF, IRAP: Commissione Tributaria Provinciale
5) Contributi INPS: Tribunale ordinario, sezione lavoro e previdenza
6) Contributi INAIL: Tribunale ordinario, sezione lavoro e previdenza

Quando si prescrive una cartella esattoriale
I termini di prescrizione variano a seconda del tipo di debito riportato sulla cartella esattoriale.

Ecco un rapido schema per orientarsi.
Natura del credito in cartella
Prescrizione
Irpef 10 anni
Iva 10 anni
Irap 10 anni
Imposta di registro 10 anni
Imposta ipocatastale 10 anni
Imposta Tv (canone rai) 10 anni
Diritti Camera Commercio 10 anni
Multe per violazione cod. strada 5 anni
Imposta sui rifiuti (Tari, Tares, …) 5 anni
Ici 5 anni
Imu 5 anni
Tasi 5 anni
Tosap 5 anni
Contributi Inps 5 anni
Contributi Inail 5 anni
Bollo auto 3 anni

Come difendersi da una cartella prescritta

Equitalia, nel momento in cui si accorge di una cartella ormai prescritta, dovrebbe – in teoria – cancellarla dai propri archivi e dalla posizione debitoria del contribuente; ciò perché detto titolo esecutivo non può essere più azionato. Nei fatti, però, questo non succede e, anzi, avviene addirittura che l’agente della riscossione “ci provi” ugualmente, ossia avvii il procedimento di pignoramento pur nella consapevolezza dell’illegittimità della pretesa. Ciò è ancor più assurdo se si pensa al fatto che spesso l’esecuzione forzata viene intrapresa anche qualora il contribuente abbia in precedenza fatto presente, allo sportello di Equitalia, l’intervenuta prescrizione.

Una tutela ovviamente esiste, ed è quella – citata sopra – della opposizione all’esecuzione. Si deve, cioè, agire in tribunale ordinario e contestare l’avvenuto pignoramento tramite avvocato. Il tribunale deciderà se sospendere o meno l’esecuzione e, dopo, rinvierà il contribuente al giudice competente a seconda del tributo per il quale si discute. Per esempio, se la cartella contiene richiesta di pagamento di bollo auto e di contributi Inps, il procedimento si sdoppierà, in parte davanti alla Commissione tributaria (bollo auto) e in parte davanti alla sezione “lavoro e previdenza” del tribunale (contributi Inps).

Nel caso, invece, in cui Equitalia abbia inviato un preavviso di ipoteca o di fermo auto, il contribuente dovrà presentare ricorso davanti al giudice competente per ciascun tipo di debito preteso secondo il seguente schema

Tipo di debito
Contributi Inps “Trib. ordinario, sez. lavoro e previdenza”
Contributi Inail “Trib. ordinario, sez. lavoro e previdenza”
Bollo auto “Commissione Tributaria Provinciale”
Imposta Tv (canone Rai) “Commissione Tributaria Provinciale”
Irpef, Irap, Iva e altre imposte “Commissione Tributaria Provinciale”
Imu, Ici, Tasi, Tosap, Tarsu e altre imposte locali “Commissione Tributaria Provinciale”

Una difesa preventiva non esiste se non quella di effettuare un ricorso in autotutela indirizzato all’ente titolare del credito (e per presa conoscenza a Equitalia) o al Garante del Contribuente con cui si chiede la “cancellazione” del debito prescritto.

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