Albert-Einstein

ESIGENZA DI CONOSCERE SE STESSI

by • 21 agosto 2017 • In evidenza, PEDAGOGIA, SOCIALECommenti (0)1175

Schermata 2017-09-10 alle 23.30.25
La Prof.ssa Maria Antonietta Ruggiero, docente universitario di Pedagogia Generale e di Educazione Ambientale, ha dedicato le sue ricerche allo studio degli effetti dell’epistemologia della scienza che, nel Novecento, ha avviato una rivoluzionaria revisione teoretica in tutti i campi dello scibile.
_________________________________________________________________
SINTESI CURRICULUM VITAE DELLA
Prof.ssa MARIA ANTONIETTA RUGGIERO

_________________________________________________________________

ESIGENZA DI CONOSCERE SE STESSI
di Maria Antonietta Ruggiero

Ognuno di noi deve essere interessato a conoscere il retroterra della propria mente.
L’importanza di conoscere se stessi risale alla notte dei tempi, quando l’uomo sentì il bisogno di interrogarsi sul modo in cui conosceva la realtà.

Due sono i motivi che hanno spinto e spingono ancora l’uomo a conoscere se stesso:

- L’ISTINTO DELLA CONOSCENZA

- L’EMERGENZA STORICA

Esaminiamo brevemente questi due aspetti per meglio cogliere l’importanza cruciale che, in questo momento storico, ha la conoscenza del proprio sé.

L’istinto della conoscenza – se così possiamo chiamare la tendenza indagatrice connaturata alla specie umana – spinge l’uomo ad avventurarsi per sentieri inesplorati della realtà, dentro e fuori di lui.
Come tale, questa tendenza è stata il motore che ha avviato e alimentato l’attività mentale dell’uomo fin dalla sua comparsa sulla terra, e che continua ad alimentarla.
Questa tendenza, essendo connaturata, si manifesta fin dall’atto della nascita.
Il bambino, seguendo questo istinto, esplora dapprima se stesso, a livello fisico e, successivamente, l’ambiente esterno dove misurandosi con le cose e con gli altri, scopre la propria capacità d’agire e, quindi, conosce se stesso o, per meglio dire, qualcosa di sé.
Per comprendere il senso dell’agire del bambino, si pensi a quando inizia a gettare le cose per terra.
In questo atto egli scopre di essere agente dell’azione, ovvero di produrre un effetto, ma ancora non interagisce con ciò che anima il mondo esterno.
Gettando oggetti per terra, questi obbediscono all’azione del bambino alimentando in lui il suo egocentrismo.
Il bambino, infatti, assume se stesso come misura di tutte le cose tanto che, spesso, esprime il suo potere sulle cose lanciandole sul pavimento con gridolini di soddisfazione.
Quando però si misura con la palla, l’effetto lo sorprende. Pur avendola gettata come gli atri oggetti, il risultato è diverso.
Con suo grande stupore la palla si muove in un modo per lui imprevedibile, dimostrando una sorta di propria autonomia.
Allora il gridolino di soddisfazione di quando getta gli oggetti si trasforma in un Oh!
La reazione dei bambini è soggettiva.
C’è chi rimane impressionato da questo strano comportamento della palla: ne ha paura e la rifiuta.
In questo caso il bambino si ritrae e si prende i suoi tempi prima di sperimentare e acquisire nuove immagini della realtà.
C’è chi, invece, si incuriosisce e si mette in contatto con questa strana realtà del mondo esterno, tanto diversa da quella già sperimentata.
In questo caso il bambino seguendo l’agire della palla acquisisce un nuovo modo di indagare e conoscere la realtà esterna. Il suo orizzonte conoscitivo si dilata e la realtà diventa un invito all’esplorazione.
In sintesi, il bambino scopre una diversa prospettiva da cui “leggere” la realtà esterna e scopre altresì l’interazione nei rapporti tra le cose, tra lui e le cose e tra lui e le persone con le quali può misurarsi. La palla, infatti, a differenza degli altri oggetti, dà una sua risposta all’azione del bambino.
Da qui inizia un percorso di conoscenza di sé che non ha una meta ma molte tappe, ovvero molti stati di auto-conoscenza e, quindi, di sviluppo di nuove capacità d’interazione con la realtà.

Va da sé considerare che ove le tappe sono brevi, il potere dell’uomo di conoscere se stesso sarà maggiore e maggiore sarà la capacità di interagire al meglio con la realtà.

Diversamente, nei lunghi stati di permanenza di una stessa modalità di conoscenza si rischia di cristallizzare la realtà entro gli schemi interpretativi acquisiti.
È ciò che accade quando l’autoritarismo del sapere, non concedendo spazio all’immaginazione creativa, a lungo andare, provoca il ristagno della storia. In tal caso la realtà diventa una brutta caricatura del nostro pensiero.
Il pensiero, per essere creativo, deve essere libero e lo è fino a quando non è costretto entro sentieri predefiniti, né è orientato alla ricerca della Verità.
Il pensiero è libero se la mente rispetta se stessa, e lo fa rifiutando di dare lunga vita alle verità che raggiunge.
La Verità non è un porto al quale approdare! È uno degli orizzonti che delimitano gli infiniti spazi aperti all’esplorazione conoscitiva.
In questo senso possiamo considerare la verità come un risultato sempre provvisorio e non esclusivo della realtà indagata.
In sintesi, la verità è tale fino a prova contraria, ed è esclusiva fino a quando non si mette a fuoco una nuova prospettiva che mette in luce una diversa interpretazione della stessa realtà.
In questa prospettiva, la mente si rende consapevole dei suoi limiti e li accetta non come limitazione ma come necessità di riadattarsi se vuole intravedere un nuovo orizzonte ed esplorare diversamente la realtà.
La mente, quindi, non può che essere libera, libera di immaginare, di ipotizzare di spingersi sempre più in là, “dove non volano le aquile”.

Conoscere se stesso vuol dunque dire conoscere i propri limiti, essere consapevole dei propri mezzi e fin dove questi possono spingere la conoscenza.
Chi non conosce se stesso finisce con l’identificare il potere della propria mente con i metodi di conoscenza posseduti.
Questa mente non potrà andare lontano. La sua attività conoscitiva produrrà sapere come una catena di montaggio, ovvero estenderà all’infinito il potere di applicazione delle conoscenze possedute.
Il disagio insorge laddove si inizia a sentire angusti gli spazi entro i quali la conoscenza confina la mente. Il problema non sempre è da attribuire alla fallacia delle conoscenze ma, assai spesso, alla riottosità della mente di cambiare se stessa o, anche all’impossibilità a causa di ignoranza o di pressioni esterne.
L’auto-conoscenza, invece, comporta la “misurazione” dei limiti delle proprie potenzialità, ambizioni, ideali, valori …
Uso il termine misurazione e non valutazione perché è importante che la conoscenza di sé non sia un “colosso dai piedi di argilla” ma una realistica capacità di agire rispetto al contesto in cui si interviene.
Per esempio, le potenzialità, così come le ambizioni vanno misurate alla luce dei requisiti atti a esplorare nuovi campi della realtà.

Lo stesso dicasi degli ideali e dei valori. Misurarli vuol dire proiettarli sullo sfondo di quelli della società, misurando in tal modo la propria posizione all’interno del contesto di azione e definendo l’agire più appropriato per affermarli.
Schermata 2017-08-20 alle 13.46.39
Infatti, la conoscenza di sé, oltre a farci prendere coscienza di chi siamo e cosa possiamo e vogliamo fare, cosa importantissima ci fa conoscere i nostri limiti.
Questo aspetto, che sembrerebbe negativo, è in realtà la nostra forza.
Chi non conosce i propri limiti lascia che il suo cammino sociale sia disseminato di trappole e lascia anche che i timori, le paure, le diffidenze … lo accompagnino sempre, quantomeno ogni qual volta si troverà di fronte a una realtà che non conosce bene e che non governa.
Non si può sperare di sentirsi sicuri soltanto quando si agisce in ambienti familiari!
La sicurezza ce la dà la capacità di valutare i nostri passi, di riconoscere le situazioni, di comprendere gli altri.
Alessandro Magno, uomo di grandi contraddizioni, impetuoso conquistatore ma anche riflessivo e sapiente, non sottovalutò mai l’importanza di conoscere se stessi.
Educato da Aristotele, non poteva non assorbire il valore incommensurabile della conoscenza, finalizzata non già all’acquisizione di saperi bensì alla padronanza di se stessi.
Alessandro era consapevole del valore dell’auto-conoscenza ritenendo che “… è la cosa più difficile perché mette in gioco la nostra razionalità, ma anche le nostre paure e le nostre passioni.
Se qualcuno conosce nel profondo se stesso saprà capire gli altri e la realtà che lo circonda”
.
Di conseguenza, agirà nel modo ottimale.
Alessandro Magno, con le sue imprese ha dimostrato che la conoscenza di sé è stata la sua bussola che l’ha orientato nei suoi piani di azione.“Io vorrei distinguermi per la conoscenza di ciò che è meglio, più che per la potenza”.

L’uomo parte dalla conoscenza di sé per poter arrivare a esplorare il mondo in cui vive, quello visibile, fisico-naturale, e quello invisibile, spirituale, per comprenderlo e per decidere le azioni più appropriate al momento.
Questo istinto ci riporta all’attività intellettuale che l’uomo da sempre ha esercitato per definire se stesso e la sua posizione nell’universo, un’attività che ha segnato le tappe della sua evoluzione culturale essendo questa una variabile dipendente dalla Weltanschauung, ovvero dalla visione che ogni epoca ha avuto e ha del mondo.
Tra le testimonianze dell’interesse del passato verso l’autoconoscenza, è d’obbligo citare il Tempio di Apollo a Delfi.
Nel pronao vi erano esposte le massime dei sette sapienti.
Sotto il tempio risiedeva Pytia che, interrogata, pronunciava gli oracoli.
Si racconta che sulla facciata del tempio, dopo la sua ricostruzione, sia stata inserita l’esortazione “Conosci te stesso”.
Schermata 2017-08-20 alle 14.15.10

Vero o falso che sia, sta di fatto che, pur se non attribuibile con certezza al tempio di Apollo a Delfi, molte sono le testimonianze della rilevanza di questa esortazione, sia presso i Greci, espressione della sapienza delfica, sia presso i latini.
Schermata 2017-08-20 alle 14.17.49

L’emergenza storica richiama il nostro tempo alla responsabilità nei confronti dei problemi che minacciando la vita, compromettono il futuro e rubano così l’esistenza alle prossime generazioni negando loro il diritto alla vita.
Il senso di questa responsabilità è ben espresso da Einstein:
Schermata 2017-08-20 alle 14.20.06
Noi, sciagurati uomini del mondo moderno abbiamo dimenticato noi stessi!
La crisi attuale è ormai un dato incontrovertibile che ci richiama ad una profonda revisione epistemologia. Infatti, l’appello all’educazione è unanime perché l’uomo impari come cambiare se stesso per affrontare la crisi.
Il cambiamento si sta dimostrando un cammino molto arduo. l’uomo sembra non voler abbandonare i suoi consolidati quadri mentali.
Bisogna comunque credere nella necessità del cambiamento come ultima risorsa.
Ormai, sappiamo bene che non ci sono più autorità che possano salvare l’uomo dal disastro al quale sta sempre più andando incontro.
L’uomo è a un bivio: o conta su se stesso o saranno gli eventi a controllarla.
Contare su se stesso vuol dire interrogarsi, conoscersi, liberarsi dalle aspettative messianiche.
Conoscere se stessi è dunque un lavoro complesso che ciascuno di noi deve fare su di sé e che, a volte, può essere doloroso.
Si potrebbero scoprire delle intrusioni nella nostra mente che, a nostra insaputa, hanno plasmato le nostre idee e ora governano la nostra visione della realtà.
Sarà per questo che il nostro inconscio ci protegge dal dolore di dover cambiare noi stessi, ovvwero i modelli di pensiero che abbiamo fatto nostri ma che potremmo non condividere.
Nascondere i fondamenti su cui si basa il proprio sapere è un sommo disprezzo di se stessi.
Cambiare è duro ma vale la pena perché è vita.
Nel rigettare i contenuti della nostra mente c’è il rischio di rifiutare noi stessi. Noi siamo ciò che pensiamo. Questo è ciò che ci fa soffrire nel cambiamento rendendoci riottosi.
Se impariamo a conoscerci, impariamo a liberare le nostre risorse. Sono queste che ci permettono di adattare e riadattare la nostra mente per essere in sintonia con la realtà, pur se cambia di continuo non essendo, infatti, dipendente da una Verità ma da infinite possibili verità che l’attività conoscitiva produce.
In una lapidaria affermazione Einstein condensa magistralmente La difficoltà di spezzare i nostri consolidati quadri mentali, causa di diffidenze e soprattutto di pregiudizi di fronte a ciò che è diverso.
Schermata 2017-08-20 alle 14.22.35
Einstein esorta gli uomini a non essere stolti; e lo sono quando la loro arroganza alimenta la loro onirica onnipotenza.
Schermata 2017-08-20 alle 14.25.31

In questo momento di grande smarrimento dell’umanità, l’uomo deve sapersi interrogare per capire chi è, cosa vuole, dove vuole andare … come deve riadattare se stesso per poter definire azioni atte a superare la crisi e assicurare il futuro.
Einstein, pur paventando un’illimitata stupidità nella natura umana, è tuttavia fiducioso in un creativo risveglio delle menti.
Schermata 2017-08-20 alle 14.27.32

Einstein si rende conto che il cammino sarà lungo e si augura che la società possa guarire.
Schermata 2017-08-20 alle 14.28.28

La fiducia di Einstein in un domani migliore è riposta nel ruolo dell’arte e della scienza.
la loro funzione è quella di mantenere vivo il sentimento di una religione cosmica che non coincide con quella confessionale delle religioni perché è una religiosità che non conosce dogmi.
Per Einstein, dunque, l’arte e la scienza devono diffondere e alimentare questo sentimento fra coloro che hanno la facoltà di raccoglierlo.
Noi ci auguriamo che i giovani vogliano raccogliere l’esortazione di Einstein ad amare il loro futuro, a impegnarsi per difendere i valori in cui credono.
Mi auguro che l’acuta osservazione di Einstein sul disastro ambientale sia di monito per i giovani e, in particolare, che questi sappiano cogliere in essa il forte richiamo all’etica della vita.
Schermata 2017-08-20 alle 14.30.37
________________________________________________________________
ALTRI ARTICOLI PUBBLICATI SU QUESTO SITO
di Maria Antonietta Ruggiero :

UN’INCURSIONE NELLE ZONE RECONDITE DELLA MENTE

LA CREATIVITÀ RENDE LIBERA LA MENTE

IL TRISTE DESTINO DELLA CULTURA CONDANNATA A RINNEGARE LA STORIA
________________________________________________________________

schermata-2016-10-01-alle-19-19-06
COSTA PARADISO NEWS SUPERA 400.000 VISUALIZZAZIONI DI PAGINA IN 132 STATI E 968 LOCALITÀ ITALIANE (Google analytics 10 giugno 2017)
_______________________________________________________________

I commenti agli articoli e gli annunci delle rubriche sono gratuiti e devono rispettare tutte le leggi e i regolamenti vigenti in Italia.
Gli annunci vengono pubblicati sempre sotto la sola responsabilità dell’utente, che all’atto della richiesta dell’annuncio dichiara altresì di conoscere e accettare le Condizioni Generali di Servizio.

La redazione di Costaparadisonews non potrà essere ritenuta responsabile ad alcun titolo per quanto descritto dagli utenti e per la loro condotta.

Le relazioni intrattenute tra gli utenti del Servizio, incluso l’acquisto, lo scambio di informazioni, anche per il tramite del form di risposta all’annuncio, la consegna o il pagamento di beni o servizi, avvengono esclusivamente tra utenti senza che Costaparadisonews sia parte della relazione.
______________________________________________________________
Informativa sulla Privacy
______________________________________________________________
Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Puoi disabilitare i cookie sul tuo browser, oppure accettarli e continuare a navigare.
PER SAPERNE DI PIÙ

______________________________________________________________

.

Pin It

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>