Figli adolescenti, 5 dritte ai genitori

by • 3 marzo 2017 • Attualità, SOCIALECommenti (0)257

L’ingresso nell’adolescenza del figlio, spesso, provoca un certo disagio nei genitori: il bambino dolce e timido di ieri si sta trasformando (improvvisamente, secondo la mamma!) in un ragazzino diverso, a volte scontroso e incomprensibile. Questa fase della crescita porta (inevitabilmente) con sé conflitti, relazioni faticose e discussioni per la conquista di ‘nuovi diritti’ e di una maggiore autonomia.

Come può un genitore affrontare al meglio questo periodo della crescita dei figli?
Una ricetta magica e assoluta, probabilmente, non c’è… Ma è utile riflettere su alcuni principi generali, validi per ogni aspetto della vita di un adolescente, che possono aiutare un genitore a orientarsi nella sua pratica quotidiana.

Ecco cinque suggerimenti :

1) Gioca con tuo figlio al tiro alla fune
L’immagine del gioco del tiro alla fune può ben rappresentare, in tutte le sue sfaccettature il rapporto genitori-figli negli anni ‘turbolenti’ dell’adolescenza.
Questa metafora, infatti, può aiutare il genitore (mamma o papà è uguale!) a riflettere sul suo atteggiamento e su come comportarsi con il figlio che sta crescendo.
Quando il figlio piccolo, preferisce stare dalla stessa parte dell’adulto, in ‘squadra’, non tira la corda, cerca piuttosto un alleato nel genitore per affrontare la sua quotidianità.
Con l’ingresso alla scuola media, invece, il ragazzino passa dall’altra parte del campo, comincia a tirare la fune per far entrare l’adulto nel suo territorio. A questo punto, occorre trovare un equilibrio tra i giocatori: ecco la vera fatica del genitore che dovrebbe tirare la corda con una forza ben ponderata per ogni singola situazione.

Il genitore forte che tira sempre dalla sua. Con uno strattone potente, ogni adulto può vincere (abbastanza facilmente) a questo gioco ma non è questo l’approccio migliore.

“Il genitore potente che tende a tirare sempre la fune dalla sua parte obbliga così il figlio a essere solo ubbidiente, non lo lascia mai giocare la sua partita e, quindi, neppure diventare grande.
A un comportamento del genere (i classici: ‘No, perché no e basta!’; ‘Qui comando io!’; ‘Non se ne parla proprio!’) parte dell’adulto, il figlio reagisce covando, piano piano, rabbia e ostilità. In più, tra divieti, regole e paletti, il ragazzo non riesce a fare esperienze (necessarie per crescere) e non si costruisce una adeguata muscolatura emotiva”.
“Il mondo è pieno di uomini e donne, che, da adolescenti, sono stati obbligati a vivere come fantocci, dominati dalla invadente presenza di madri e padri per cui nulla era negoziabile, capaci solo di far fare ai figli ciò che li rendeva tranquilli”.

Il genitore che molla (subito) la fune. Se tirare sempre con forza la fune non va bene, altrettanto scorretto è l’atteggiamento opposto da parte dell’adulto: mollarla subito. In questo modo, il figlio tira e si trova allo sbando perché non c’è più nessuno dall’altra parte a giocare con lui. Vince, insomma, senza fatica.
Di conseguenza l’adolescente ottiene la libertà tutta di un colpo, senza averla conquistata passo a passo (tirando un po’ la fune). Questo è pericoloso perché non è pronto per gestirla.
“Qualche figlio prova a far capire ai propri genitori che forse sarebbe il caso di mettere un limite, di inserire, di tanto in tanto, qualche eccezione alla regola della libertà assoluta”. In genere, l’adulto che ha mollato così la corda, non raccoglie la richiesta d’aiuto del figlio (che in qualche modo chiede attenzione e vorrebbe essere ‘bloccato’). E, non a caso, quando i problemi del figlio si fanno seri, questi genitori dicono di non essersi mai accorti di nulla.

La terza via: si tira la fune quando occorre. “A un figlio serve un genitore presente che sappia ‘stare nel gioco’ e capisca quando lui tira perché si trova di fronte a una sfida evolutiva”.
In altre parole il genitore dovrebbe essere disponibile a giocare la partita con il figlio, calibrando la forza con cui tira la fune, per tutto il tempo della sua adolescenza (che non ha un inizio e una fine ben definiti).
Certo, un approccio così può essere faticoso per l’adulto perché richiede attenzione ed energia e capacità di mettersi in gioco. Questa partita cambia sotto gli occhi del genitore ogni giorno, ma aiuta ad affrontare tutti gli aspetti della vita di un ragazzo tra i 14 e i 18 anni.
Se il figlio sta per mollare la fune, il genitore deve incoraggiarlo a tirare un po’, quando invece tira troppo, è importante per l’adulto esercitare la stessa forza (evitando che il ragazzo tiri tutto dalla sua e vada incontro a pericoli o problemi). “Insomma, a volte, ci vuole una forza uguale e contraria, a volte si tira un po’ di più, in altri casi, molto meno, in base alla singola situazione”.

2) Non cedere a tutte le richieste. Bisogna negoziare
Ogni adolescente dovrebbe negoziare (e quindi, confrontarsi, e discutere) con l’adulto le sue conquiste. Se il genitore cede a ogni tipo di richiesta e dà tutto subito a 16 anni, senza mettere dei paletti, non ci sarà più modo di farlo successivamente.
“Se, per esempio, nostra figlia (o figlio) che è sempre venuta con voi in vacanza, chiede a 17 anni di andare da sola con il fidanzato, occorre fare attenzione. Il motivo è semplice: un nostro primo sì totale sulla questione vacanze a questa età, getterà le basi per cui a 18 anni non avrà più nulla da negoziare”.
In questo caso, mamma e papà possono andare incontro alla figlia, proponendo soluzioni alternative e un po’ ‘creative’ che mettono, comunque, un chiaro paletto alla richiesta originale.

In sostanza, nella fase tra 14-18 anni, è molto importante che ci sia lo ‘spazio’ per parlare, discutere, negoziare, appunto, ogni richiesta con il genitore.

“In questa fascia d’età, il ragazzo vuole tutto subito, spesso in base al fatto che ‘gli altri ce l’hanno e tutti lo fanno’ . Premesso che non è affatto così, questo modo esclude la contrattazione con l’adulto. Quando l’adolescente ottiene qualcosa solo per imitare gli amici o in base alle sollecitazioni del consumo, il genitore ha perso completamente il suo ruolo. Il progetto educativo è diventato un progetto di consumo”.

3) Genitore rigido, protettivo o amichevole? Dipende dai casi
L’atteggiamento del genitore dovrebbe cambiare nei confronti del figlio in base alla situazione o al problema da affrontare. Un approccio sempre rigido, solo protettivo o troppo amichevole non si presta bene a ogni diverso momento della vita di un adolescente.
Il genitore, insomma, dovrebbe sforzarsi di avere un approccio ‘mobile’e di evitare la ‘rigidità’ totale.
“Pensiamo all’idea di porsi davanti, di fianco e dietro a nostro figlio; tutto dipende dalla situazione e occorre valutarla con attenzione. È importante, per esempio, stare davanti al ragazzino per proteggerlo dai pericoli che devono essere chiari per l’adulto. In questa posizione, il genitore segna un po’ il percorso, dice dei ‘no’ e rappresenta una bussola per il figlio. A volte, invece, è preferibile essere di fianco al figlio: un approccio amichevole, di tanto in tanto, è molto utile, ma non bisogna esserlo tutto il tempo e in ogni occasione. Occorre anche, in alcuni casi, che il genitore stia dietro al figlio e gli dia una spinta… Magari, perché non si sente all’altezza o non ha la forza per esplorare. In questo modo, i progressi aumentano sempre più, questo significa diventare grandi”.
Purtroppo, l’adulto affaticato tende ad adottare una posizione sola tra quelle descritte sopra e questo non aiuta mai la relazione e la crescita del figlio.
“Il genitore efficace riesce a tenere bene queste tre posizioni quando servono in base alla singola situazione. L’adolescente deve riconoscere che il genitore è su un piano sopra il suo e, allo stesso tempo, l’adulto è tenuto ad ascoltare e vedere le ragioni del figlio. Questo rientra in un progetto educativo più ampio. Non è un diritto, per esempio, che il ragazzo vada a un concerto e faccia molto tardi tutti i sabati sera, ma si può discutere insieme e valutare con serenità il singolo caso. In altre parole, è la logica del tiro alla fune, a patto che il figlio sia competente”.

4) Il genitore deve fare da ‘filtro’ alle richieste
Di fronte alle esigenze ‘nuove’ e alle richieste sempre più pressanti del figlio (indipendentemente dal fatto che siano legate a oggetti concreti, permessi, cose da fare…), l’adulto deve avere una funzione di contenimento.
“Tutto deve passare attraverso il genitore che è una sorta di ‘filtro’: questo fa parte del progetto educativo. In questo modo, il ragazzo percepisce che il suo interlocutore è presente, non ‘molla’, ogni cosa va discussa e analizzata insieme. Insomma, l’adulto di riferimento è significativo e, di conseguenza, a lui vanno indirizzate le richieste”.
Un esempio concreto e abbastanza tipico? Vostro figlio vuole fare la festa per i suoi 17 anni senza adulti nei paraggi e chiede di spostarvi per il weekend nella casa al mare a 200 km di distanza…
In un caso del genere l’adulto dovrebbe negoziare la richiesta (come in ogni altra occasione) con l’adolescente. Questo significa progettare insieme la festa e dare regole chiare, promettendo, per esempio, di andare, durante la festa, a casa di amici vicini di casa (e non al mare a 200 km!).
“In questo modo, l’adulto può entrare una volta in casa, nel corso della festa, per salutare verificando così che tutto sia a posto, ecco che il genitore svolge la funzione ‘filtro’ di cui un 17enne ha probabilmente bisogno”.
In altre parole, è importante che la famiglia non ‘ubbidisca’ (andando al mare), poiché il genitore deve avere la possibilità di monitorare la presenza di tabacco, alcol (ed eventuali canne) al party.
“I danni più grandi in situazioni simili si verificano in feste di 17enni che avevano ricevuto il permesso di una totale autogestione e, naturalmente, non hanno saputo gestirsi bene perché non erano pronti”.
Un altro esempio: la tecnologia. Un altro caso ormai tipico, dove è essenziale che il genitore agisca da ‘filtro’ è il rapporto tra adolescente e tecnologia. Non importa tanto quale strumento hi-tech o contenuto e servizio digitale, il figlio voglia usare… Che si tratti di un classico pc o notebook collegato a Internet, o dei più recenti dispositivi touchscreen come tablet e telefoni smartphone, l’adulto dovrebbe avere un’idea chiara in testa sul possibile (e corretto da un punto di vista educativo) utilizzo da parte del figlio.

5) Ogni problema va valutazione con attenzione
Ogni situazione o problema della vita dell’adolescente richiede un’attenta valutazione da parte dell’adulto. Inoltre, indipendentemente dalla questione specifica in sé, è utile avere in mente una rosa di principi che dovrebbero ispirare la pratica quotidiana del ‘fare’ il genitore. Ecco quali principi dovrebbero guidare il genitore di un’adolescente.
Anche se un figlio sembra indifferente, per lui conta molto ciò che dicono o fanno mamma e papà.
A un figlio adolescente serve un genitore che continui a essere padre e madre, non un amico.
Di fronte ai cambiamenti del figlio, l’adulto deve cambiare il suo modo di porsi, di fare il genitore.
Considerate i cambiamenti di vostro figlio come segnali di conquista della sua autonomia.
Accogliete le nuove richieste di vostro figlio senza bollarle come pretesti per allontanarsi da voi: anche attraverso nuove esperienze, l’adolescente trova il suo posto nel mondo.
Quando vostro figlio raggiunge un buon risultato, ditelo in modo chiaro con frasi tipo : ‘Sono orgoglioso di te!’.
Se siete esasperati, non buttatevi in liti furibonde, lasciate passare la notte e comunicate a vostro figlio cosa avete deciso (eventuali sanzioni, castighi) il giorno dopo.
Non date mai permessi che vi sembrano eccessivi per vostro figlio: la libertà non va data in blocco ma va fatta conquistare attraverso passaggi graduali.
Evitate di fare ricatti morali continui (‘Così mi farai venire un infarto!’), o di essere autoritari, giocando sempre a braccio di ferro per ogni cosa. Questo modo di comportarsi trasforma la crescita in una lotta senza frontiere e mina la stima dell’adolescente.
________________________________________________________________
schermata-2016-10-01-alle-19-19-06
COSTA PARADISO NEWS RAGGIUNGE 351.186 VISUALIZZAZIONI DI PAGINA IN 131 STATI E 946 LOCALITÀ ITALIANE (Google analytics 17 gennaio 2017)
_______________________________________________________________

I commenti agli articoli e gli annunci delle rubriche sono gratuiti e devono rispettare tutte le leggi e i regolamenti vigenti in Italia.
Gli annunci vengono pubblicati sempre sotto la sola responsabilità dell’utente, che all’atto della richiesta dell’annuncio dichiara altresì di conoscere e accettare le Condizioni Generali di Servizio.

La redazione di Costaparadisonews non potrà essere ritenuta responsabile ad alcun titolo per quanto descritto dagli utenti e per la loro condotta.

Le relazioni intrattenute tra gli utenti del Servizio, incluso l’acquisto, lo scambio di informazioni, anche per il tramite del form di risposta all’annuncio, la consegna o il pagamento di beni o servizi, avvengono esclusivamente tra utenti senza che Costaparadisonews sia parte della relazione.
______________________________________________________________
Informativa sulla Privacy
______________________________________________________________
Questo sito usa i cookie per migliorare l’informazione.
Puoi disabilitare i cookie sul tuo browser, oppure accettarli e continuare a navigare

Informazioni sui cookie

Come disabilitare i cookie mediante configurazione del browser
______________________________________________________________

.

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *