La Cina prepara una sua stazione spaziale

by • 20 ottobre 2017 • ESTERI, In evidenzaCommenti (0)215

E’ stato il primo “cargo spaziale” tutto cinese. Thianzhou 1 era l’equivalente dei moduli spaziali automatici russi “Progress”, oppure degli americani (con partecipazione italiana) Cygnus, o i Dragon della SpaceX e il giapponese HTV destinati alla Stazione Spaziale Internazionale. Progettato per trasferire fino ad un massimo di 6,5 tonnellate di materiali in orbita, ha compiuto alla perfezione la sua missione, dopo l’attracco automatico alla stazione cinese Tiangong2 (Edificio Celeste 2), dopo cinque mesi agganciato al modulo orbitante. E ora è rientrato nell’atmosfera, disintegrandosi, come da programma.

Il modulo cargo Thianzhou 1, carico di tonnellate di attrezzature scientifiche e propellente liquido per il modulo-laboratorio Tiangong2, è solo il primo di una lunga serie . Lungo 11 metri, è rientrato ieri negli strati atmosferici, proprio come succede con i moduli cargo destinati alla Stazione Spaziale Internazionale. Il cargo, secondo fonti ufficiali, ha effettuato una missione perfetta, completando tre agganci con il modulo, dopo due distacchi, nel corso dei cinque mesi in orbita (era stato lanciato lo scorso 20 aprile con un razzo Lunga Marcia 7).

Il programma cinese di voli con astronauti, anzi con i “taikonauti” (come sono chiamati gli astronauti cinesi da “Tai kong” – Cosmo), ora prevede una pausa, e fino al 2019 nessun taikonauta tornerà in orbita. Ciò è dovuto al fatto che le navicelle cinesi con equipaggio, a differenza delle prime missioni, sono ormai tutte dedicate a missioni verso avamposti in orbita terrestre, per preparare il programma della stazione spaziale che dovrà essere completata entro il 2023.

Il prossimo equipaggio infatti verrà lanciato verso il nuovo modulo Tianhe 1, primo elemento “di servizio” della futura stazione cinese. Due altri moduli verranno lanciati in seguito, per completare un avamposto di 65 tonnellate, un settimo della ISS e un po’ meno dello Skylab della NASA, lanciato negli anni settanta. Nel frattempo, il programma spaziale cinese punta sempre alla Luna, e conferma (per ora) il lancio entro fine novembre della sonda Chang’è 5, destinata ad atterrare sulla Luna, recuperare campioni di roccia e riportarli poi sulla Terra. E’ il primo tentativo di missione “recupero campioni lunari” della Cina, e avverrà 41 anni anni dopo l’ultima missione di questo tipo, della sonda russa “Luna 24”.
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