La fertilità maschile è in calo

by • 20 ottobre 2017 • In evidenza, SALUTECommenti (0)150

I risultati della ricerca, pubblicata il 25 luglio 2017 da Human reproduction update, nascono dal lavoro di un gruppo di ricercatori di Israele, Stati Uniti, Danimarca, Spagna e Brasile che hanno analizzato quasi duecento studi effettuati in diverse aree e diverse epoche dal 1973. Il titolo della ricerca è: “Le tendenze temporali nel conteggio degli spermatozoi: un’analisi sistematica e una metaregressione”, e gli autori stanno cercando in tutti i modi di attirare l’attenzione del mondo.

Il dottor Hagai Levine, capo del progetto, ha dichiarato alla Bbc che se la tendenza non sarà invertita il genere umano rischia l’estinzione. “Se non cambieremo il nostro stile di vita, l’ambiente e i prodotti chimici a cui siamo esposti ho paura di cosa potrà accaderci in futuro. Potremmo ritrovarci con un problema riproduttivo generale che minaccerebbe la sopravvivenza della specie umana”.

Dati più affidabili
Mi sembra un film già visto. Prima c’è stato I figli degli uomini, poi la serie tv The handmaid’s tale. Io stesso, trent’anni fa, ho partecipato a un film che parlava della conta degli spermatozoi. Era una specie di commedia chiamata The last straw, ma fortunatamente non è recuperabile online.

Tra le innumerevoli storie apocalittiche che ci piace raccontarci, quella basata sulla sterilità è la meno violenta, e di conseguenza (in buone mani) è la più interessante in termini umani. Ma la verità è che la crisi dello sperma non è ancora arrivata e non è nemmeno vicina.

Quello che gli scienziati hanno fatto con la loro metaregressione è molto utile dal punto di vista della salute pubblica. Già in passato sono state fatte molte stime sull’andamento dei conteggi degli spermatozoi, ma le ricerche sono state svolte in circostanze diverse, solitamente basandosi su un campione ridotto e in cliniche che curano pazienti con problemi di fertilità.

La revisione delle ricerche esistenti non ha prodotto niente di nuovo, ma ha estratto dati più affidabili dai diversi studi condotti da altri gruppi. Qualcosa, effettivamente, sta accadendo. Rispetto agli anni settanta il numero degli spermatozoi nel mondo dominato dai bianchi (Nordamerica, Europa, Australia e Nuova Zelanda) è in calo del 50-60 per cento.

Effetto reversibile
Questo declino è stato costante e sta proseguendo ancora oggi. Ma una tendenza al ribasso non è stata registrata in Sudamerica, in Africa e in Asia. Forse a estinguersi saranno solo i bianchi.

In realtà è probabile che nemmeno i bianchi si estingueranno. In Sudamerica la maggioranza della popolazione è bianca e non si registra alcun calo nel numero degli spermatozoi. Non esistono dati specifici sulle società asiatiche iperindustrializzate e consumistiche come Giappone, Corea, Cina e Taiwan, ma sospetto che anche lì il numero degli spermatozoi sia in declino. Quasi certamente si tratta di un effetto ambientale e legato alla dieta, dunque probabilmente reversibile.

Non è stato ancora emesso un verdetto sulle possibili cause, ma uno studio del 2012 condotto dai ricercatori delle università di Sheffield e Manchester aveva concluso che il fumo, il consumo di alcolici, l’uso di droga e l’obesità non hanno alcun effetto rilevante sul numero degli spermatozoi. Altri studi suggeriscono che il consumo di grassi saturi, l’utilizzo della bicicletta, gli indumenti intimi stretti e un eccesso di ore davanti alla tv hanno un effetto negativo.

In ogni caso non c’è alcun motivo imminente per farsi prendere dal panico. Tutti questi studi mostrano che il numero degli spermatozoi, per quanto inferiore in alcune parti del mondo rispetto agli anni settanta, non è ancora al livello “subfertile” in nessuna parte del mondo. Siamo ancora abbondantemente nella norma, solo che abbiamo meno spermatozoi rispetto al passato.

Al momento non c’è carenza di esseri umani, e abbiamo tempo in abbondanza per risolvere il problema.

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