Reddito medio dichiarato in Gallura

by • 17 maggio 2018 • ECONOMIA, In evidenza, SOCIALECommenti disabilitati su Reddito medio dichiarato in Gallura158

I dati delle dichiarazioni dei redditi in Gallura 2017 (redditi 2016)

Il reddito complessivo totale dichiarato dagli italiani ammonta a circa 843 miliardi di euro (+10 miliardi rispetto all’anno precedente) per un valore medio di 20.940 euro, in aumento dell’1,2% rispetto al reddito complessivo medio dichiarato l’anno precedente. I redditi da lavoro dipendente e da pensione rappresentano circa l’82% del reddito complessivo dichiarato; il reddito da pensione, rappresenta circa il 30% del totale del reddito complessivo. Il 45% dei contribuenti italiani dichiara fino a 15.000 euro e versa il 4,2% dell’Irpef totale mentre i “Paperoni” con oltre 300.000 euro di reddito sono 35.000 mila (lo 0,1%). Oltre 10 milioni di persone in Italia hanno un’imposta netta pari a zero. È quanto emerge dall’analisi delle statistiche fiscali relative alla dichiarazione 2017 (anno d’imposta 2016) diffuse dal Mef.

L’analisi territoriale mostra che la regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (24.750 euro), seguita dalla provincia di Bolzano (23.450 euro), mentre la Calabria ha il reddito medio più basso (14.950 euro). Rimane pertanto notevole la distanza tra il reddito medio delle regioni centro settentrionali e quello delle regioni meridionali.

Ai lavoratori autonomi il reddito più elevato
I lavoratori autonomi hanno il reddito medio più elevato, pari a 41.740 euro: il doppio del reddito medio dichiarato dagli imprenditori (titolari di ditte individuali) pari a 21.080 euro. Il reddito medio dei lavoratori dipendenti è pari a 20.680 euro, quello dei pensionati a 17.170 euro. Il Mef sottolinea però che sarebbe improprio utilizzare i dati sopra riportati per confrontare i redditi degli “imprenditori” con quelli dei “dipendenti” in quanto per “imprenditori” nelle dichiarazioni Irpef si intendono i titolari di ditte individuali, escludendo pertanto chi esercita attività economica in forma societaria; inoltre la definizione di imprenditore non può essere assunta come sinonimo di “datore di lavoro” in quanto la gran parte delle ditte individuali non ha personale alle proprie dipendenze.

45% italiani sotto 15.000 euro
Analizzando i contribuenti per fasce di reddito complessivo si osserva che il 45% dei contribuenti, che dichiara solo il 4,2% dell’Irpef totale, si colloca nella classe fino a 15.000 euro; in quella tra i 15.000 e i 50.000 euro si posiziona il 50% dei contribuenti, che dichiara il 57% dell’Irpef totale, mentre solo il 5,3% dei contribuenti dichiara più di 50.000 euro, versando il 39% dell’Irpef totale. Rispetto all’anno precedente, aumenta il numero dei soggetti che dichiarano più di 50.000 euro (+38.000). I “Paperoni” con un reddito complessivo maggiore di 300 mila euro (tenuti al pagamento del contributo di solidarietà del 3% sulla parte di reddito eccedente tale soglia) sono circa 35.000 soggetti (0,1% del totale contribuenti), per un ammontare complessivo di 321 milioni di euro (circa 9.439 euro in media).

Zero Irpef per oltre 10 milioni italiani
Il Mef rende noto che oltre 10 milioni di soggetti hanno un’imposta netta pari a zero, precisando che si tratta prevalentemente di contribuenti con redditi compresi nelle soglie di esenzione, ovvero di coloro la cui imposta lorda si azzera per effetto delle detrazioni. Inoltre, considerando i soggetti la cui imposta netta è interamente compensata dal bonus “80 euro”, i soggetti che di fatto non versano l’Irpef salgono a circa 12,3 milioni.

L’imposta netta totale dichiarata è pari a 156 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Al netto degli effetti del bonus 80 euro, l’imposta netta Irpef risulta pari in media a 5.070 euro e viene dichiarata da circa 30,8 milioni di soggetti, pari al 75% del totale dei contribuenti.

Premi di produttività e agevolazione per rimpatriati
Il Mef ricorda inoltre che la nuova tassazione sostitutiva dei premi di produttività introdotta nel 2016 ha interessato circa 1,9 milioni di soggetti, ossia quasi un dipendente su dieci, per un ammontare di circa 2 miliardi di euro di retribuzione. L’agevolazione consiste nella tassazione ad aliquota agevolata del 10% su questa parte di retribuzione. Inoltre nel 2016 è stato anche introdotto il regime agevolato per i lavoratori impatriati che prevede l’imponibilità sul 70% dei redditi anziché sull’intero ammontare. Il regime è stato utilizzato da circa 1.300 soggetti. Tale regime si aggiunge agli altri due già esistenti: quello per il “rientro dei cervelli”,che ha interessato oltre 2.200 soggetti e che prevede l’imponibilità sul 20% dei redditi per le donne e sul 30% per gli uomini, e quello per i docenti e ricercatori rientranti in Italia10, che ha interessato oltre 1.200 soggetti e che prevede l’imponibilità soltanto sul 10% del reddito. Per i regimi “impatriati” e “rientro dei cervelli” i redditi medi lordi sono pari a 84.968, circa quattro volte superiori al reddito medio da lavoro dipendente. Nel caso dei ricercatori il reddito medio di 153.700 è anche sette volte maggiore del reddito medio da lavoro dipendente, a conferma dell’elevato livello di qualificazione dei contribuenti che rientrano in Italia.

Salgono addizionali regionali e comunali, Lazio al top
Il ministero dell’Economia, nell’analisi delle dichiarazioni dei redditi, evidenzia anche che nel 2016 l’addizionale regionale Irpef ammonta a 11,9 miliardi (+0,9% rispetto al 2015). L’addizionale regionale media sale a 410 euro (400 euro nel 2015). I valori più alti si registrano nel Lazio (640 euro) e in Piemonte (510 euro), a causa degli automatismi fiscali per il deficit sanitario; i valori più bassi si rilevano in Basilicata e Sardegna (entrambe a 270 euro). Il Mef lo rileva ricordando che nel 2016 e’ in vigore il blocco degli aumenti delle aliquote dei tributi locali, salvo nelle Regioni in deficit sanitario. L’addizionale comunale ammonta a 4,7 miliardi, in aumento dello 0,9% su anno, con un importo medio di 190 euro, che varia dal valore massimo di 250 euro nel Lazio, al valore minimo di 60 euro nella Provincia autonoma di Bolzano.

Bonus Irpef restituito da 1,7 milioni di contribuenti
Dalle dichiarazioni 2017 risultano inoltre 11,5 milioni di soggetti ai quali spetta il bonus Irpef 80 euro (+2,8% rispetto al 2015) per un ammontare di circa 9,4 miliardi di euro (+4,5% rispetto al 2015). Si tratta del bonus di importo pari a 960 euro per i lavoratori dipendenti che hanno reddito complessivo fino a 24.000 euro, al superamento di tale limite il credito decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di 26.000 euro. Significativa è l’incidenza percentuale dei soggetti beneficiari del bonus rispetto al totale lavoratori dipendenti, pari al 54% in tutto il territorio nazionale, incidenza che supera il 59% nelle Marche. Oltre 1,7 milioni di soggetti hanno dovuto restituire integralmente o parzialmente il bonus ricevuto per un importo di circa 480 milioni di euro (di cui il 52%, pari a 902.000 soggetti, ha dichiarato una restituzione integrale per un ammontare di 370 milioni di euro).

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