Vivere una maternità serena e avere bimbi felici

by • 24 giugno 2018 • ESTERI, In evidenzaCommenti disabilitati su Vivere una maternità serena e avere bimbi felici199

È considerato uno dei Paesi più felici del mondo. E non a caso: la Svezia sembra essere uno dei posti più sicuri della Terra per crescere un bambino. E per far sì che il bebè cresca serenamente e che i suoi genitori siano protetti da dicerie, consigli non richiesti e credenze popolari, la dottoressa Agnes Wold, nominata «Donna dell’Anno» in Svezia per il suo infaticabile lavoro di informazione pubblica sulla salute femminile, e la sua collega Cecilia Chrapkowska, pediatra e specialista in vaccinazioni infantili, hanno scritto un libro dal titolo “Praktika”, edito in Italia da Vallardi. Nel testo, ricorrono alle verità assodate dalla scienza per affrontare passo dopo passo tutte le fasi del diventare genitori: dalla scoperta della gravidanza alle notti insonni.

“Pioveranno consigli che si contraddicono a vicenda. Un giorno sentirai dire che è fondamentale portare il bambino in un marsupio ergonomico, il giorno dopo che quello stesso marsupio gli rovina la schiena, si legge nel libro,. Un giorno ti diranno che bisogna assolutamente allattare e che il ciuccio può interferire con l’allattamento, ma poi un amico ti racconterà che il biberon ha salvato la sua relazione e un’altra amica che è grazie al ciuccio se il suo bambino di notte dormiva almeno qualche ora”.

Epidurale, parto alternativo, allattamento artificiale, vaccinazioni: contro tutte le credenze che ruotano intorno a questi temi, le due autrici hanno scritto una guida basata esclusivamente su fondamenti scientifici. Lo scopo? Aiutare i neogenitori a non cadere nella trappola dei consigli altrui e nel mare di informazioni disponibili su Internet. E spronare i padri a condividere gioie e responsabilità delle compagne. Ecco alcune delle semplici, ma preziose, raccomandazioni fornite dalle ricercatrici.

1. Fate un contratto con il partner: ripartitevi i compiti, fin da subito!
Non esiste una formula magica per accudire un bambino. Più ci si allena, meglio si riesce. Ecco perché è importante che entrambi i genitori se ne occupino e che il peso non ricada solo su uno dei due. “Nella maggior parte delle coppie vi è uno squilibrio biologico intrinseco: uno dei due porta il bambino in grembo e l’altro no. Per qualche motivo questo sbilanciamento tende a permanere dopo il parto: chi ha fatto tutto il lavoro durante la gravidanza continua a occuparsi del grosso dell’accudimento ‘per inerzia’, e la sua libertà e le sue risorse economiche diminuiscono più di quelle dell’altro genitore”, si legge nel libro. Questo squilibrio, però, non è affatto salutare. Secondo le autrici, è consigliabile prevenirlo, dividendosi i compiti in partenza. Compiti che riguardano non solo il piccolo, ma anche la cura della casa e le faccende domestiche.

2. Non comprate cose inutili
Difficile resistere alla tentazione di comprare accessori, vestitini, giocattoli, a volte di dubbia utilità. Meglio resistere. “All’inizio non c’è bisogno di molto, si legge nel libro, ciò che occorre a un neonato sono un po’ di vestiti, tanti pannolini, qualcosa in cui trasportarlo e un seggiolino per l’auto. Il latte artificiale è piuttosto costoso e se lo scegliete per l’alimentazione del bambino dovrete acquistare anche i biberon; se invece si opta per l’allattamento naturale, la madre mangerà di più e si spenderà un po’ di più per il cibo. Un fasciatoio potrebbe tornare utile, ma non è fondamentale. Potrebbe essere ragionevole comprare un lettino, ma in realtà le case sono piene di letti in cui i bebè non hanno mai dormito, quindi si può aspettare”.

3. Stilate un bilancio preventivo prima della nascita del bebè
I bambini, si sa, costano. Prendersi cura, economicamente, di un essere umano è un impegno non da poco. E più il bambino cresce, più aumentano le spese. Ma niente paura: basta prepararsi per tempo. Secondo quanto riportato dalle due, conviene redigere un bilancio preventivo. “Stabilite un budget mensile realistico sulla base di quello che guadagnerete durante il congedo. Iniziate ad adattare i vostri consumi già durante la gravidanza e mettete da parte il resto: vi tornerà utile in seguito. Accertatevi che la somma da accantonare venga trasferita automaticamente dal conto ogni mese, non appena arriva lo stipendio, perché se si aspetta il mese successivo sarà difficile trovare ancora qualcosa da risparmiare”.

4. Non ascoltate consigli non richiesti
No a fumo e a dipendenze, ma anche a consigli non richiesti: non appena si diffonde la notizia di aspettare un bambino, amici, parenti, conoscenti o perfetti sconosciuti cominciano a dare una serie di raccomandazioni. La futura mamma, però, non dovrebbe mai dimenticare di avere delle facoltà decisionali: “Ricordati che sei in possesso della tua capacità di agire anche durante la gravidanza, scrivono le due autrici, i tuoi confini vanno difesi tanto quanto prima, e le tue facoltà decisionali sono intatte. Medici e ostetriche hanno il diritto di informarti sulle raccomandazioni alimentari volte a ridurre al minimo i rischi per te e il bambino, nonché di supportarti, se vuoi, ma sei tu a decidere cosa fare”.

5. Ricordatevi che è normale sentirsi spaesate dopo il parto
Dopo aver analizzato entrambe le esperienze, quella del parto naturale e del parto cesareo, spiegando nel dettaglio come avvengano e quali conseguenze portino con sé, le autrici nel libro consigliano comunque di non dimenticare che il parto è, in ogni caso, un’esperienza frastornante e che è perfettamente normale sentirsi tristi, arrabbiate, spaventate o spaesate dopo aver dato alla luce un figlio. È inoltre un’esperienza di cui non si può decidere il corso.

6. Allattamento al seno, latte artificiale, allattamento misto: spetta solo ai genitori decidere!
Nutrire il bambino sembra essere affare di tutti: molte mamme si trovano ogni giorno alle prese con amiche, parenti, conoscenti che dicono di saperne molto più di loro. Per le due autrici, il discorso è semplice: “L’allattamento al seno presenta grandi vantaggi nei paesi dove l’igiene è scarsa e l’acqua contaminata, ma in Svezia e negli altri paesi occidentali dove c’è un buon sistema idrico, il latte materno e quello di formula sono essenzialmente equivalenti per la salute del bambino. Spetta ai genitori, e in una certa misura al bambino, scegliere tra l’allattamento al seno, l’allattamento artificiale e un allattamento misto. È una questione che non riguarda nessun altro”.

7. Dividete le notti con il partner, se il bambino non vi lascia dormire
La divisione dei compiti è decisiva anche in questo caso: “Se la madre allatta al seno, l’altro genitore dovrebbe farsi carico di tutto il lavoro notturno (cambiare il pannolino, giocare con il bambino se non capisce che è notte e che bisogna dormire), poiché anche la mamma che allatta ha bisogno di riposarsi dopo la gravidanza e il parto. Se uno dei due ha problemi di depressione o qualche altro problema psicologico, può essere una buona idea che il partner si occupi della notte, poiché la mancanza di sonno può facilmente scatenare una depressione o renderne più difficile la guarigione, e accrescere la tendenza a soffrire d’ansia”. E se si sta per impazzire? “Quando senti che non ce la fai più, che stai impazzendo, mettilo per terra o nel lettino a sbarre ed esci dalla stanza. Puoi anche chiudere la porta. Il bambino non muore se resta da solo a piangere in una stanza, ma può morire se lo scuoti. Chiama qualcuno e chiedi aiuto”.

8. Non ascoltate quelli che dicono che “tutto è pericoloso”
“Oggigiorno, si legge nel libro, i bambini in Svezia muoiono soprattutto per difetti congeniti o per parto prematuro e non c’è niente da fare. Quello che puoi fare per proteggere il tuo bambino è farlo dormire a pancia in su, sorvegliarlo quando è vicino all’acqua, tenere sotto chiave soda caustica, liquidi infiammabili e medicinali, seguire le leggi per il trasporto dei bambini in auto e il calendario vaccinale. Smetti subito di buttare via tutto quello che è fatto di plastica e pulisci casa solo quel tanto che ti va. Non ascoltare i profeti dell’apocalisse e ricorri alle tue capacità di analisi critica ogni volta che senti parlare di qualcosa che dovrebbe rappresentare un nuovo pericolo per il bambino”.

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