Auto elettrica, come installare una colonnina di ricarica

by • 25 ottobre 2019 • In evidenzaCommenti disabilitati su Auto elettrica, come installare una colonnina di ricarica482

«Puntiamo a installare in Italia 14mila colonnine elettriche entro il 2020 e 28mila entro il 2022». A parlare è Luigi Ottaiano, responsabile della mobilità elettrica in Italia di Enel X, la divisione del gruppo dedicata ai prodotti innovativi e soluzioni digitali, uno dei cui business è la mobilità elettrica. Il piano al quale fa riferimento Ottaiano è stato lanciato nel 2017 (in concomitanza con la nascita di Enel X) e prevede un investimento fino a 300 milioni di euro. A inizio maggio il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli ne ha promessi 30 milioni proprio per potenziare l’installazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche sul territorio italiano. «Il gruppo si sta impegnando per la decarbonizzazione dell’energia e sta spingendo sulle fonti rinnovabili; la mobilità elettrica rientra in questa visione», commenta Ottaiano. Attualmente Enel X ha già installato 6500 punti di ricarica (al ritmo di oltre 150 a settimana), alcuni dei quali sono in corso di attivazione. Si tratta di una cifra notevole, che fa di Enel il leader del settore (tra gli altri operatori ci sono A2A, Acea, Iren e Hera).

I passaggi per installare una colonnina
L’obiettivo di Enel X è quello di dotare di colonnine elettriche – a uso pubblico – l’intero territorio italiano, in modo uniforme. Al momento le autostrade non sono incluse nel progetto per una questione di concessioni. «Valutiamo dove installare le colonnine e contattiamo le pubbliche amministrazioni o i privati (come i centri commerciali)», prosegue Ottaiano. Finora sono 800 i Comuni che hanno aderito alla proposta di Enel X. «Installare un punto di ricarica è piuttosto semplice: dopo avere preso accordi con il proprietario del suolo e una volta concluso l’iter dell’autorizzazione, si procede con la progettazione; quindi si passa ai lavori di installazione, che durano pochi giorni; e infine si allaccia la colonnina alla rete elettrica».

Il progetto Eva+ tra Austria e Italia
Nell’ambizioso piano di Enel X sono incluse le colonnine del progetto europeo Eva+, che prevede l’infrastrutturazione dei corridori stradali tra Italia e Austria (con 180 punti di ricarica in Italia e 20 in Austria). «Li abbiamo già realizzati tutti, coprendo i principali assi stradali dal Trentino alla Sicilia», spiega Ottaiano. «Lo scopo è quello di agevolare la mobilità elettrica lungo tra Austria e Italia. Molte persone, infatti, arrivano in Italia da altri Paesi europei utilizzando veicoli elettrici: oltre le Alpi i valori delle auto elettriche risultano oltre 10 volte superiori ai nostri (sono circa 250 mila in Germania e circa 230 mila in Francia); e in Norvegia le vendite di vetture elettriche hanno superato quelle delle auto termiche».

Le colonnine JuicePole e JuicePump
Sono principalmente due le tipologie di colonnine che Enel X sta installando in tutta Italia, ognuna delle quali permette di ricaricare due veicoli alla volta: la JuicePole e la JuicePump. La JuicePole, che viene installata per esempio nei piccoli borghi, ricarica i veicoli in corrente alternata con una potenza massima di 22kW; consente una ricarica completa in una o due ore, a seconda delle caratteristiche della vettura («Nella mobilità elettrica si ricarica il veicolo mentre si fa altro, come la spesa o una passeggiata: è un approccio diverso rispetto a quello delle auto termiche», osserva Ottaiano). La JuicePump è invece un’infrastruttura di tipo fast, che viene installata lungo gli assi di grande percorrenza (dove in genere si effettuano brevi soste) e che permette di realizzare una ricarica completa nel giro di mezz’ora, in corrente continua e con una potenza massima di 50 kW.

Le colonnine ultrafast e l’abilitazione della ricarica
Enel si è inoltre impegnata a installare 20 siti con quattro o sei punti di ricarica ultrafast o hpc (high performance charging) nell’ambito del progetto Ionity; finora ne è stato installato uno all’outlet di Valdichiana (Arezzo), mentre un altro è in corso di costruzione a Carpi (Modena). Le colonnine ultrafast ricaricano il veicolo in corrente continua con una potenza di 350 kW (anche se ancora non ci sono modelli che supportino una potenza simile), in circa 10 minuti. In tutti i casi, per abilitare la ricarica attraverso la colonnina è necessario servirsi delle apposite applicazioni; si possono utilizzare sia quella di Enel X sia quelle di provider terzi come Evway, Charge Now e New Motion, dal momento che le colonnine di Enel X sono interoperabili.

I vantaggi delle auto elettriche
«Fino a un anno e mezzo fa era complicato parlare di stazioni di ricarica», continua Ottaiano. «C’erano pregiudizi e dubbi, principalmente sull’autonomia, sui costi e sui modelli». Oggi i veicoli elettrici viaggiano a 300 km di autonomia, con il 95% degli spostamenti giornalieri che non supera i 200 km e moltissimi sotto i 100. In totale in Italia circolano 30mila tra auto elettriche pure e ibride plug-in (la sintesi tra un’auto ibrida e un’auto elettrica), con un rapporto tra veicoli e punti di ricarica di 1:4. «Attualmente l’interesse verso la mobilità elettrica è fortissimo, anche da parte delle aziende (a cui offriamo un servizio per accompagnarle nella transizione della loro flotta). L’auto elettrica, al di là del costo iniziale, conviene: ha esenzioni fiscali, richiede poca manutenzione, consente di entrare nelle ztl e di parcheggiare gratis sulle strisce blu, almeno per qualche ora. Infatti, anche grazie agli incentivi ai veicoli elettrici, a maggio le vendite del 2019 hanno già superato quelle del 2018. Inoltre le vetture elettriche favoriscono la tutela dell’ambiente e rendono le città più vivibili, riducendo sia l’inquinamento atmosferico sia quello acustico».

Le colonnine a uso domestico
L’interesse crescente per la mobilità elettrica è dimostrato anche dall’aumento delle installazioni delle JuiceBox (o wall box, ossia box a parete), i punti di ricarica principalmente per uso domestico. «Si tratta di apparati intelligenti che si possono acquistare nei nostri store, al costo complessivo di mille euro. Sono inoltre stati studiati degli accordi con il settore automotive per proporre pacchetti che permettano di comprare una wall box contestualmente all’acquisto del veicolo elettrico», spiega Ottaiano. «Una volta acquistata la JuiceBox, un tecnico di Enel si occupa di fare un breve sopralluogo a casa dell’acquirente. Quindi, se la potenza è sufficiente, si collega la wall box al contatore domestico, oppure si chiede un allaccio dedicato».

La sperimentazione del Vehicle to Grid in Italia
Enel X sta inoltre sperimentando insieme a Nissan e a Rse (Ricerca Sistema Energetico) un progetto per lo sviluppo in Italia del Vehicle to Grid (V2G), la tecnologia bidirezionale che permette ai veicoli elettrici di immagazzinare e restituire energia per la stabilizzazione della rete. L’obiettivo del progetto è quello di testare le funzionalità del V2G in base alle abitudini degli utenti privati e di coloro che utilizzano veicoli di flotte aziendali. Il Vehicle to Grid, sperimentato anche in altri Paesi e già attivo in Danimarca, consente di trasformare le auto da semplici mezzi di trasporto a vettori energetici capaci di scambiare energia con la rete: durante i periodi di ricarica le batterie sono impiegate come sistemi di accumulo energetico connessi alla rete. In cambio, i possessori di auto elettriche possono essere remunerati per i servizi forniti al sistema elettrico, con benefici ambientali ed economici.

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