2013 28MAG La Nuova Sardegna Articolo Inizio Lavori MUSEO SOTTOMARINO Elpìs

by • 1 maggio 2026 • • Commenti (0)11

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IL MUSEO SOTTOMARINO ELPÌS
La visione di Pasquale FerraraSardegna News

Nel 2013, sulle coste di Isola Rossa e Costa Paradiso, prese forma un progetto che allora appariva rivoluzionario: Elpìs – Museo Sottomarino Onlus, un’iniziativa privata che ambiva a unire arte, tutela ambientale e sviluppo economico. Alla guida del progetto c’era Pasquale Ferrara, manager e filantropo, che immaginava un percorso subacqueo di sculture capaci di trasformarsi nel tempo in una barriera corallina artificiale, sul modello del celebre museo di Cancun.

L’idea, sostenuta da amministrazioni locali, tecnici, pescatori e volontari, aveva già ottenuto i primi via libera istituzionali.

Le pagine della stampa regionale documentavano l’entusiasmo crescente, mentre la comunità si mobilitava per accelerare i lavori: rilievi subacquei, studi naturalistici, prime opere progettate e persino una cerimonia di “posa della prima pietra”.

Ferrara presenta lo “STAFF”, in quegli anni, parlava di speranza, di “un’opera che non offende il mare né i suoi abitanti”, e di un progetto capace di generare turismo, occupazione e benessere.

Perché il progetto si è interrotto
Nonostante il forte slancio iniziale, Elpìs si è progressivamente fermato. Le ragioni non sono riconducibili a un singolo evento, ma a una combinazione di fattori che hanno rallentato – fino a bloccare – l’avanzamento dell’opera.

Complessità autorizzative
Il museo prevedeva installazioni permanenti sui fondali marini: un iter che richiede pareri tecnici, valutazioni ambientali, nulla osta di diversi enti e un coordinamento costante tra Comune, Regione, Capitaneria di Porto e organismi scientifici.
La macchina amministrativa, inizialmente rapida, ha poi rallentato, complice la natura innovativa del progetto.

Cambiamenti istituzionali e amministrativi
Le amministrazioni locali e regionali, nel corso degli anni, hanno subito avvicendamenti politici e riorganizzazioni interne. Il progetto, nato con un forte sostegno personale da parte di alcuni assessori e dirigenti, ha perso continuità quando questi riferimenti sono cambiati.

Mancata approvazione della Soprintendenza alle Belle Arti
Uno dei passaggi più delicati dell’intero iter era il parere della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, necessario per qualsiasi intervento permanente in un’area marina sottoposta a tutela paesaggistica.

Nonostante la documentazione tecnica, gli studi naturalistici e le relazioni ambientali predisposte dal team, la Soprintendenza non ha mai rilasciato l’autorizzazione definitiva.
Le motivazioni, secondo quanto emerso dai confronti istituzionali dell’epoca, riguardavano:

la natura innovativa e non convenzionale dell’opera;

la necessità di ulteriori approfondimenti sull’impatto paesaggistico;

la prudenza nel concedere permessi per installazioni artistiche permanenti sui fondali.

Senza questo passaggio, l’intero progetto non poteva procedere alla fase esecutiva.
È stato questo, di fatto, il punto di arresto più significativo.

La visione che resta
Nonostante l’interruzione, Elpìs non è mai stato un progetto “mancato”. È stato un seme culturale, un’idea che ha anticipato temi oggi centrali: sostenibilità, arte ambientale, turismo esperienziale, rigenerazione marina.

Ferrara lo aveva intuito prima di molti:

che il mare potesse diventare un museo;

che l’arte potesse proteggere l’ambiente;

che la Sardegna potesse ospitare un’opera capace di dialogare con il mondo.

La sua visione rimane intatta: un museo che doveva nascere sotto la superficie, ma parlava alla comunità in superficie.
Un progetto che, pur interrotto, continua a rappresentare un modello di innovazione culturale e ambientale.

(link) PDF COMPLETO “ELPÌS Museo Sottomarino Onlus” – LA VISIONE CHE RESTA

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Articolo a cura della redazione di Sardegna News – Costa Paradiso News. Immagini: Reuters, AFP, elaborazione interna.

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