COSTA PARADISO – La tensione all’interno del Comprensorio di Costa Paradiso raggiunge un nuovo apice.
di Pasquale Ferrara
Attraverso una formale istanza datata 20 gennaio 2026, il gruppo “Amicicostaparadiso” (PDF istanza “Amicicostaparadiso”) ha messo in mora il Consiglio di Amministrazione (CdA) della Comunità, esigendo chiarimenti immediati su una questione vitale: il debito verso il gestore idrico Abbanoa S.p.A. e il passaggio alle utenze individuali.
Al centro della disputa vi è l’importo di € 1.518.483,53, indicato dalla Comunità come “insoluto perdite/eccedenze acquedotto” alla data del 15 maggio 2024. Una cifra imponente che, secondo i firmatari, mescola impropriamente voci di natura diversa: morosità di singoli partecipanti, consumi per perdite di rete e persino allacci abusivi privi di contatori.
Gli Obblighi Inderogabili del CdA
La richiesta dei proprietari non è solo una sollecitazione, ma un richiamo ai precisi obblighi contrattuali e gestionali a cui il CdA deve adempiere. In particolare, l’istanza evidenzia i pilastri di intervento immediato necessari per la legittimità della gestione:
Rendicontazione delle Morosità: Il CdA ha l’obbligo, ai sensi dell’art. 12 del contratto Master, di pubblicare il dettaglio delle fatture insolute riferite alle singole sub-utenze e identificare i soggetti inadempienti.
Trasparenza nel Recupero Crediti: Viene richiesta la prova documentale delle azioni legali intraprese, come raccomandate A/R, atti di precetto o sospensioni della fornitura, per verificare se la Comunità abbia realmente agito contro i morosi.
Dettaglio Pro-Capite: Prima dell’attivazione delle utenze individuali, deve essere pubblicato il “debito residuo” collettivo con il dettaglio della quota di spettanza di ciascun proprietario e i relativi criteri di calcolo.
I proprietari sono stati categorici: senza queste delucidazioni, non ritengono legittimo procedere alla firma dei contratti individuali con Abbanoa, rifiutando di accollarsi debiti altrui o interessi di mora derivanti dall’incapacità di recupero della Comunità.
Una Governance Sotto Accusa: Arroganza e Inezia
Nonostante la gravità della situazione e la chiarezza degli obblighi normativi, la risposta dei vertici sembra scontrarsi con un muro di opacità. L’attuale gestione, guidata dal Presidente Emanuele Pileri e dal Vicepresidente Stefano Angeli, appare ai soci non solo inadeguata tecnicamente, ma caratterizzata da un atteggiamento di preoccupante chiusura.
L’istanza solleva dubbi pesanti sulla legittimità di una gestione che permette alla morosità di una parte dei partecipanti di incidere sistematicamente sul diritto all’erogazione del servizio per i soggetti in regola. In questo scenario, l’atteggiamento dei vertici viene percepito come un esercizio di arroganza che ignora i principi di correttezza e buona amministrazione.
Non meno severo è il giudizio sull’operato di Giorgio Fadda, Presidente del Collegio dei Rappresentanti (CDR). Quello che dovrebbe essere l’organo di massima garanzia e tutela per i proprietari, appare oggi cristallizzato in una condizione di assoluta inezia, venendo meno al proprio ruolo di vigilanza e lasciando i partecipanti privi della necessaria protezione contro un accollo di debiti non correttamente quantificati.
Mentre i proprietari attendono un riscontro scritto e la pubblicazione dei dati sul portale istituzionale, la riserva di intraprendere azioni legali rimane sul tavolo, a testimonianza di una fiducia ormai logora verso i vertici di Costa Paradiso.
L’AUTOCRAZIA DELL’IGNORANZA

“l’illusione della competenza”: un modello di governance che, ignorando le evidenze tecniche e i segnali di crisi, ha trascinato il villaggio in un vicolo cieco di contenziosi sterili e degrado infrastrutturale.
di Pasquale Ferrara
L’incapacità di riconoscere i propri limiti non è solo un deficit individuale, ma una patologia sistemica che logora il tessuto democratico e amministrativo. Dalle intuizioni di Schopenhauer ai dati del 2026, il caso Costa Paradiso diventa il paradigma di una crisi della governance che esige risposte immediate.
Il fallimento sistemico di Costa Paradiso
L’esempio più emblematico di questa deriva è osservabile nel villaggio turistico di Costa Paradiso, in Sardegna. Qui, da circa sessant’anni, la Comunità dei partecipanti assiste a un succedersi di CDA segnati da quello che appare come un fallimento sistematico.
La cronaca gestionale parla chiaro: un debito che supera i 4 milioni di euro, perdite idriche milionarie (2019-2025) ignorate per assenza di manutenzione, e infrastrutture vitali – come le fognature – bloccate da ricorsi al TAR sistematicamente respinti.
La gestione di Costa Paradiso ha operato in una sorta di “finzione giuridica”, dove condanne penali per inquinamento ambientale e pignoramenti di fondi (oltre 640.000 euro vincolati) sono stati trattati con l’arroganza di chi ignora i segnali di crisi. Invece di promuovere riforme, si è preferito alimentare contenziosi sterili con il Comune e Abbanoa, compromettendo non solo la reputazione del territorio, ma il valore stesso degli immobili dei privati.
Serve una pressione istituzionale organizzata
Per scardinare l’illusione della competenza, non basta più la critica; serve una pressione istituzionale organizzata. I partecipanti e i proprietari hanno il dovere di esigere risposte su tre direttrici fondamentali:
Trasparenza Documentale: Pubblicazione mensile online di bilanci provvisori e contratti di fornitura. È imperativo un report dettagliato entro 30 giorni sullo stato dei pignoramenti e sui piani di rientro del debito.
Rigore Finanziario: Definizione di un piano operativo per il recupero delle perdite idriche e l’individuazione di tagli alle spese non essenziali per evitare il rischio di liquidazione coatta.
Etica e Accountability: Dichiarazione di assenza di conflitti d’interesse per i membri del CDA/CDR e assunzione di responsabilità solidale in caso di condanne per danni patrimoniali o ambientali.
Verso una cultura della competenza verificata
In un 2026 caratterizzato da sfide globali, non possiamo più permetterci il lusso dell’approssimazione. Le istituzioni, a ogni livello, devono adottare meccanismi di peer-review obbligatoria, formazione continua per gli amministratori e sistemi di revoca rapida per manifesta incapacità.
La vera saggezza, come ricordava Schopenhauer, nasce dall’umiltà cognitiva. Riconoscere i propri limiti non è un segno di debolezza, ma il primo atto di una governance responsabile. Senza questo passaggio, resteremo prigionieri di una classe dirigente che, nel tentativo di nascondere la propria ignoranza dietro una maschera di autorità, finisce per trascinare la collettività verso il declino.
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Costa Paradiso Sull’Orlo del Collasso: Nuovi Debiti Superano i 4 Milioni.
Trasparenza in Frantumi, Conti Pignorati, Trasferte del Consiglio di Amministrazione fuori controllo, Proteste dei Proprietari e Conflitti di interesse senza risposta.
di Pasquale Ferrara
La pubblicazione, con oltre tre mesi di ritardo, del verbale dell’Assemblea della Comunità di Costa Paradiso ha acceso nuovamente i riflettori su una gestione amministrativa sempre più fragile e contestata. Il documento, atteso e dibattuto, mette in luce dubbi, tensioni e una situazione finanziaria che sfiora il collasso, con un debito accumulato di oltre 4 milioni di euro e conti correnti pignorati che limitano la capacità operativa della comunità.
Partecipazione ridotta, segnale di sfiducia crescente
L’assemblea dell’8 agosto 2025 ha registrato una presenza estremamente limitata, sintomo di una crescente distanza tra i proprietari e l’organo di governo. Decisioni rilevanti sono state prese da una platea ristretta, mentre la maggior parte dei residenti sembra non riconoscersi più nelle dinamiche assembleari. Questo atteggiamento alimenta sospetti di mancanza di trasparenza e di comunicazione aperta tra la governance e la base sociale.
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Costa Paradiso: Debiti in Crescita, Oltre 4 Milioni di Euro
Deleghe in massa e controlli insufficienti
Il sistema di votazione si è basato su un numero elevato di deleghe, spesso non adeguatamente verificate, che hanno inciso sull’approvazione di un bilancio definito “strutturalmente problematico” da molti proprietari. L’uso massiccio delle deleghe solleva dubbi sulla legittimità delle decisioni prese, soprattutto in un momento di forte squilibrio finanziario.
Trasferte, conflitti di interesse e proteste
Uno dei punti più controversi riguarda le spese per trasferte del Consiglio di Amministrazione, aumentate del 625% rispetto all’anno precedente.
Un incremento giudicato “inaccettabile” e “ingiustificato”, soprattutto in presenza di un debito milionario e di conti pignorati.
Tra i nodi più delicati figura il tema dei presunti conflitti di interesse attribuiti al Presidente del CdA, Emanuele Pileri, che non hanno trovato risposta diretta né chiarimento pubblico.
Una governance sotto pressione
Tra ritardi nella pubblicazione degli atti, procedure assembleari contestate, deleghe non verificate, accuse di conflitti di interesse e un debito plurimilionario, il quadro che emerge è quello di una comunità attraversata da una fase di profonda criticità.
La sostenibilità finanziaria e la continuità amministrativa diventano temi centrali per il futuro immediato di Costa Paradiso, che richiede un ripensamento urgente dei meccanismi decisionali e una maggiore trasparenza nei confronti dei proprietari.
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nella foto a sinistra Emanuele Pileri
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Articolo a cura della redazione di Sardegna News – Costa Paradiso News. Immagini: Reuters, AFP, elaborazione interna.
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Redazione Costa Paradiso News
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