La storia delle matite gialle

by • 1 agosto 2019 • In evidenzaCommenti disabilitati su La storia delle matite gialle146

Molte matite, in Italia e nel mondo, sono gialle. Lo sono per via di un’iniziativa imprenditoriale fatta alla fine del Diciannovesimo secolo da un’azienda ceca, che fu poi copiata da tanti concorrenti, al punto che – ancora oggi, più di cento anni dopo – il giallo continua a essere il colore di tantissime matite che si trovano sul mercato. La storia delle matite gialle inizia nel 1889 a Parigi, durante l’Esposizione universale, comprensibilmente più nota per l’inaugurazione della Torre Eiffel.

Come spiegano il sito Pencils.com e il professore Henry Petroski nel suo libro sulla storia delle matite, le matite esistevano da un paio di secoli prima della Torre Eiffel. Moltissime erano fatte con una grafite proveniente da Regno Unito che veniva inserita nel legno: di solito le matite venivano vendute grezze, color legno, ma se questo conteneva evidenti imperfezioni, venivano colorato all’esterno, in genere con colori scuri. Dal 1564, quando a Borrowdale, in Inghilterra, era stata scoperta la prima miniera di grafite, le cose non erano state particolarmente movimentate nel mondo delle matite. La principale novità aveva riguardato un metodo, sviluppato nel Diciottesimo secolo, che permetteva a qualcuno di fare matite mischiando argilla e grafite in polvere; niente novità, invece, per quanto riguardava la verniciatura del legno.

Verso la fine del Diciannovesimo secolo fu però scoperta in Siberia orientale una grande riserva di grafite, di qualità migliore rispetto a quella inglese, che tra l’altro andava esaurendosi. Tra chi puntò su quella nuova grafite siberiana c’era l’azienda ceca Hardtmuth, che per promuovere all’Esposizione universale le sue matite con una nuova grafite decise di cambiare anche l’aspetto esteriore del legno, verniciandolo di giallo.

Hardtmuth scelse il giallo perché era un colore che in Siberia, e ancor più Cina e in Oriente, era associato alla regalità e al lusso. Per aggiungere un ulteriore tono di esoticità ed esclusività, Hardtmuth Pencil scelse per la sua nuova linea di matite il nome Koh-I-Noor: lo stesso nome di un famoso diamante. Le nuove matite gialle, con la grafite siberiana e il nome di un diamante furono un successo, al punto che l’azienda cambiò il suo nome in Koh-I-Noor Hardtmuth.

Le aziende concorrenti finirono quindi per seguire la strada aperta da Koh-I-Noor Hardtmuth, producendo a loro volta matite gialle e dai nomi orientali. Per far capire quanto le matite gialle siano state associate alla qualità, il sito Artsy cita un esperimento fatto qualche anno fa da Faber, oggi uno dei più grandi produttori di matite al mondo: a un gruppo di persone vennero date matite gialle e verdi, identiche per quanto riguarda la grafite e diverse solo nel colore esterno del legno. Le persone palarono in genere bene delle matite gialle, lamentandosi invece della scarsa qualità di quelle verdi.

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