Tre anni di barbarie: il mondo sembra impotente, serve una mobilitazione globale

by • 2 giugno 2025 • OLTRE LA NOTIZIA di Pasquale FerraraCommenti disabilitati su Tre anni di barbarie: il mondo sembra impotente, serve una mobilitazione globale806

Tre anni di barbarie: il mondo sembra impotente, ma ora serve una mobilitazione globale
di Pasquale Ferrara

Tre anni. Tre lunghi anni in cui il mondo sembra essersi fermato, paralizzato davanti a un susseguirsi di orrori che hanno scosso le coscienze. Dall’Ucraina devastata dalla guerra alla striscia di Gaza ridotta a un cumulo di macerie, ogni giorno assistiamo a nuove barbarie, a violenze inaudite che sfidano ogni principio di umanità. Eppure, la risposta della comunità internazionale appare sempre più inefficace, quasi rassegnata.

Un fallimento collettivo
Dopo ottant’anni di progresso, di conquiste diplomatiche, di diritti umani affermati sulla carta, oggi tutto sembra svanire nel nulla. Le istituzioni create per garantire pace e sicurezza – dall’ONU alla Corte Penale Internazionale – appaiono impotenti, intrappolate in veti incrociati e interessi geopolitici. I civili muoiono sotto le bombe, i bambini crescono tra le macerie, e il mondo guarda, diviso, mentre i valori fondanti del dopoguerra vengono calpestati.

Ucraina: una guerra dimenticata
Dal febbraio 2022, l’Ucraina resiste all’invasione russa, pagando un prezzo altissimo in vite umane. Intere città sono state rase al suolo, migliaia di persone sono state uccise o deportate. Eppure, con il passare del tempo, l’attenzione mediatica si è affievolita, l’indignazione si è trasformata in assuefazione. L’Occidente continua a inviare aiuti militari, ma senza una strategia chiara per porre fine al conflitto. Intanto, Mosca avanza, Kiev soffre, e l’Europa fatica a trovare una voce unitaria.

Gaza: una tragedia senza fine
A Gaza, il conflitto israelo-palestinese ha raggiunto livelli di crudeltà inimmaginabili. Migliaia di vittime civili, ospedali distrutti, famiglie intere cancellate. Le proteste nelle piazze di tutto il mondo non bastano a fermare il massacro. Le diplomazie latitano, i negoziati sono bloccati, e la speranza di una soluzione a due stati sembra ormai un’utopia.

Serve una mobilitazione mondiale
Di fronte a tutto questo, non possiamo più permetterci l’indifferenza. Non basta condividere post sui social o firmare appelli. È necessaria una mobilitazione globale, un risveglio delle coscienze che costringa i governi ad agire. Le strade devono riempirsi di manifestanti, le piazze devono diventare luoghi di pressione politica.

Dobbiamo pretendere:
– Un cessate il fuoco immediato in Ucraina e a Gaza.
– Sanzioni reali contro chi viola il diritto internazionale.
– Maggiore sostegno umanitario per le popolazioni colpite.
– Una riforma delle istituzioni internazionali, perché non siano più ostaggio dei veti delle grandi potenze.

Il tempo delle scuse è finito
Ottant’anni fa, il mondo usciva dalla Seconda Guerra Mondiale con una promessa: «Mai più». Oggi quella promessa è tradita ogni giorno. Ma la storia ci ha insegnato che il cambiamento è possibile solo quando la gente comune si mobilita, quando rifiuta di accettare l’inaccettabile.

È ora di alzare la voce. Prima che sia troppo tardi.

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Articolo a cura della redazione di Costa Paradiso News. Immagini: Reuters, AFP, elaborazione interna.

Riproduzione riservata ©
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Redazione Costa Paradiso News
29 maggio 2025 alle 21:32

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