PASQUALE FERRARA – COPERTINA RISTAMPA 2025 IL MUTO DI GALLURA

by • 22 luglio 2025 • • Commenti (0)67

"PASQUALE FERRARA", SARDEGNA, TRINITÀ D'AGULTU E VIGNOLA, TRINITÀ D'AGULTU E VIGNOLA, VALLEDORIA, COSTA PARADISO, CASTELSARDO, BADESI, SANTA TERESA DI GALLURA, AGLIENTU, SASSARI, SARDEGNA, COSTA ROSSA, COSTA SMERALDA, REGIONE SARDEGNA, "LA NUOVA SARDEGNA", "UNIONE SARDA","VIDEOLINA"

Il Muto di Gallura: Un Capolavoro Storico da Scoprire
La ristampa del romanzo di Enrico Costa, arricchita dalle note di Piero Suelzu, ci invita a immergerci in una Sardegna fiera e drammatica.

Un Invito alla Lettura
Che siate amanti della storia, della Sardegna o di storie intense, “Il Muto di Gallura” vi conquisterà.

Come scrive il Sindaco Giampiero Carta:
Leggetelo per capire da dove veniamo“, o, come aggiunge l’Assessora alla cultura Antonella Prunas:
Per non dimenticare chi siamo.

Le Parole del Sindaco Giampiero Carta:
Un Tributo alla Verità Storica

Nella sua prefazione, il Sindaco Giampiero Carta sottolinea l’importanza di preservare la memoria collettiva:
 “Questa opera non è solo un romanzo, ma un pezzo della nostra identità.
Enrico Costa ha raccontato una storia avvincente, ma oggi, grazie alle ricerche di Piero Suelzu, possiamo distinguere tra leggenda e realtà. I fatti narrati sono accaduti qui, tra queste montagne, e i loro echi risuonano ancora nelle nostre tradizioni.”

Il primo cittadino invita i lettori a riscoprire le radici della Gallura attraverso un’opera che unisce letteratura e storia, ricordando che dietro ogni personaggio si nascondono volti veri, le cui vite hanno segnato il territorio.

L’Appello dell’Assessora Antonella Prunas:
Cultura come Ponte tra Passato e Presente

L’Assessora alla Cultura Antonella Prunas celebra il valore culturale del libro:
 “Con questa ristampa, vogliamo rendere omaggio a una storia che ha ispirato generazioni. Il Muto di Gallura non è solo un bandito, ma un simbolo di resistenza.
Le note di Piero Suelzu ci guidano in un viaggio documentato, restituendo dignità a chi ha vissuto questi eventi.”
Antonella Prunas sottolinea come il romanzo, oltre a essere un’avvincente lettura, sia uno strumento per comprendere le dinamiche sociali dell’epoca, invitando scuole e appassionati a prenderne conoscenza.
__________________________________________________________________

Nella Gallura di metà Ottocento, un conflitto tra famiglie – i Vasa e i Mamia – degenera in una spirale di sangue. L’origine? Un matrimonio fallito, dispute per pascoli e un codice d’onore inflessibile.
Una Storia Vera, Raccontata con Passione – Non è fantasia: faide, amori e vendette si intrecciano in una trama che supera qualsiasi fiction.

Tra Romanzo e Realtà
Enrico Costa nel 1885 trasformò questi eventi in un racconto epico, ma oggi – grazie alle note storiche di Piero Suelzu – possiamo distinguere tra finzione e verità. Scopriremo:
Dove finisce la storia e inizia il mito
I veri luoghi (da Trinità d’Agultu agli stazzi di Vignola)
Il destino reale del Muto, diverso da quello romanzato

Per approfondire sia il lavoro editoriale che le implicazioni culturali del testo, lo storico Piero Suelzu risponde alle seguenti domande:

DOMANDA
“La ristampa de ‘Il Muto di Gallura‘ arricchisce il romanzo di Enrico Costa con le sue preziose note storiche. Ci può raccontare come ha affrontato il lavoro di ricerca per distinguere tra leggenda e realtà, e quale aspetto della vicenda l’ha colpito di più? Inoltre, crede che questa opera possa contribuire a una riflessione contemporanea sull’identità gallurese e sarda?”

RISPOSTA di Pietro Suelzu
L’aspetto più paradossale del racconto è il numero delle vittime riportato da Costa. Nei libri dei defunti della parrocchia di Trinità erano registrati alcuni deceduti di morte violenta negli anni dal 1850 al 1856, ma erano troppo pochi.
In seguito ci furono le ricerche nei quinque libri di Aggius, dove il parroco di allora, don Pierino Baltolu, aveva setacciato tutti i documenti ivi esistenti. Anche sommando i dati delle due ricerche si era molto lontani dai 70 e passa riportati da Costa.
L’autore spesso tendeva ad esagerare: ad esempio per la cerimonia della paci parla di 6000 persone presenti; l’intendente Orrù nel suo telegramma inviato a Torino parla invece di circa 600 (che non sono pochi). L’opera non è una cronaca di quel periodo, ma è un romanzo che prende spunto di una vicenda reale.
Il “Muto di Gallura” è un personaggio letterario. Il vero Sebastiano Tansu era tutta un’altra persona. Gli avvenimenti descritti sono perfettamente aderenti alla realtà spazio temporale dei fatti. Offrono uno spaccato fedele di quella Gallura degli stazzi che era una realtà diversa dal resto della Sardegna.

Il romanzo per tutta una serie di motivi è diventato la verità ufficiale di quello che successe. Il motivo più importante fu che nessuno dei personaggi coinvolti ne voleva più parlare. Tutti volevano dimenticare. L’uscita del libro nel 1885 fece conoscere la vicenda, in primo luogo ad Aggius e in seguito anche altrove. La ristampa del 1912 curata dalla Tipografia Tortu di Tempio ebbe una diffusione capillare anche negli stazzi, dove ormai non vi era più nessuno dei protagonisti, a smentire le balle di Costa. A titolo di esempio mi ricordo una conversazione con Michele Mamia di Vignola, nell’estate del 1989, il quale non sapeva niente di tutta la vicenda; eppure il nonno paterno era fratello di Mariangela Mamia e la madre era Agostina Vasa. Fino ad una trentina di anni fa vi erano in paese diversi discendenti diretti delle famiglie coinvolte che avevano qualche nozione dei fatti più che altro estorta ai loro antenati. Da costoro sono state attinte diverse informazioni, tutte da valutare nella loro autenticità. Ricerche effettuate nell’archivio diocesano per le genealogie e in quello di Stato a Sassari per i procedimenti giudiziari hanno consentito di confermare o smentire tutta la mole di notizie.

DOMANDA
“Le note smontano alcuni miti romanzati da Costa: qual è stata la scoperta più sorprendente durante il suo studio?”
“Come ha bilanciato rispetto per la tradizione letteraria e necessità di precisione storica?”

RISPOSTA di Pietro Suelzu
Nell’inserimento delle note ho cercato di non appesantire il testo originale per non stravolgere l’opera del Costa; Ho provato ad inserire note brevi e coincise, anche pensando ad un eventuale lettore spesso più attratto dalla realtà romanzata che dai fatti reali.
In ogni caso può essere un punto di partenza per chi voglia cimentarsi in un approfondimento della storia. Scoperte strane ce ne sono diverse, ma a me ha molto colpito il fatto che Antonio Mamia avesse un fratello prete (e che prete*) che nessuno mai cita. In una storia del genere mi pare alquanto strano.

 * Michele Mamia era parroco di La Maddalena ai tempi di Garibaldi che notoriamente era ateo e anticlericale. Però apprezzava il fatto che il sacerdote fosse molto bravo nell’uso del fucile che portava sempre a tracolla e di certo non per usarlo sulla selvaggina.
__________________________________________________________________

Lasciatevi catturare dall’atmosfera senza cercare prima il finale. Come scrive l’Assessora Antonella Prunas: “Ogni pagina è un tassello di un mosaico più grande”.
Una saga che vi terrà incollati alle pagine, tra verità e leggenda.
Comune di Trinità d’Agultu e Vignola

________________________________________________________________


COSTA PARADISO NEWS SUPERA 850mila VISUALIZZAZIONI DI PAGINA IN 160 STATI E 1200 LOCALITÀ ITALIANE
(Google analytics 30 marzo 2025)


_______________________________________________________________

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *