Al mare come gli anni ’50

by • 2 maggio 2020 • In evidenza, SOCIALECommenti disabilitati su Al mare come gli anni ’50484

Sono tanti gli interrogativi relativi alla prossima estate. Tra le mille incertezze legate alla fase 2 del coronavirus e la stagione turistica appesa ad un filo, ormai le domande sembrano rincorrersi come un mantra. Si potrà andare in spiaggia? In montagna? Viaggiare? Domande a cui ha cercato di rispondere in parte Lorenza Bonaccorsi, Sottosegretario al Ministero per i Beni Culturali e per il Turismo, la quale aveva dichiarato di essere al lavoro per permettere agli italiani di andare al mare questa estate.

Come cambierà il modo di viaggiare
Le ipotesi al vaglio sono tante. Sicuramente sarà difficile poter immaginare una vacanza all’estero, molti paesi hanno imposto blocchi per i turisti stranieri. Più facile immaginare vacanza italiane, un modo per riscoprire il nostro paese, considerando anche che mancheranno tutti quei turisti in arrivo da altri paesi che smuovono l’economia del settore. Sicuramente saranno vacanza diverse, lontane da luoghi affollati e concentrate su luoghi di prossimità, dove il mezzo privilegiato per raggiungerli sarà l’auto. Sembra certo che, se le vacanze si faranno, bisognerà per forza di cose rispettare regole severe come il ben noto distanziamento sociale o indossare ovunque mascherine, regole che imporranno una revisione delle spiagge come le intendiamo oggi: ombrelloni distanziati, turni per andare in spiaggia, disinfezioni e controllo delle temperature.

A queste condizioni non è detto che gli stabilimenti balneari riescano ad aprire o ad adeguarsi e soprattutto che gli italiani abbiano voglia di andare al mare ingabbiati. Alcuni cambiamenti potrebbero avvenire anche per la scelta della struttura ricettiva in cui alloggiare: si potrebbero preferire agriturismi, dimore rurali o appartamenti in affitto agli alberghi o villaggi anche se questi ultimi si stanno attrezzando per garantire la massima sicurezza: meno stanze prenotate, diversificazione degli spazi e turni nelle sale da pranzo.

Ritorno al secondo Dopoguerra, zone più penalizzate
Secondo un recente studio di Touring Club Italiano, il turismo tornerà come quello del secondo Dopoguerra, con una predilezione per quello domestico. Il centro studi del Touring Club ha fotografato l’estate 2020 paragonandola a quella degli anni ‘50 dove il turismo era praticamente legato alle presenze nazionali. Alcune zone italiane saranno più penalizzate di altre, in particolare quelle in cui la domanda turistica era concentrata in prevalenza sui turisti stranieri come la provincia autonoma di Bolzano, cui il 70% della domanda proviene dall’estero, ma anche il Veneto, dove il mercato straniero è legato al Lago di Garda, città come Venezia ma anche le spiagge della costa. Anche Lazio e Lombardia, con Roma e Milano, risentiranno delle meno presenze straniere così come il Friuli-Venezia Giulia, per una questione geografica, la Toscana, entrata nell’immaginario collettivo degli stranieri, e Sicilia e Sardegna. Entrando più nel dettaglio tra le località che subiranno maggiori ripercussioni troviamo Limone, Riva del Garda, Peschiera del Garda, Scena, Malcesine, Taormina, Sorrento ma anche Venezia e Lazise. Secondo Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano: “Nonostante le incertezze sui tempi e sulle modalità della ripartenza il quadro delle aree geografiche e delle tipologie di località che potrebbero entrare più in sofferenza appare già oggi abbastanza chiaro: avere queste informazioni può sicuramente aiutare la politica regionale e locale ad affrontare il futuro in modo più consapevole, provando a mettere in atto alcune contromisure che possano rendere attrattive, o quantomeno più visibili in termini di comunicazione, queste località già note al pubblico internazionale anche a quello italiano“.

Nel frattempo la Regione Emilia-Romagna ha avanzato una proposta per garantire il rispetto delle distanze in spiaggia. Si tratta dello steward da spiaggia, una figura rassicurante che dovrà controllare se i clienti degli stabilimenti rispettano o meno il distanziamento sociale. Allo studio, anche un servizio di pasti sotto l’ombrellone.

In ogni caso, nell’attesa di sapere come sarà la fase 2 e come questa inciderà per le prossime vacanze, alcune regioni come Liguria, Marche, Emilia Romagna, Veneto e Abruzzo hanno autorizzato gli stabilimenti balneari a iniziare dei lavori di manutenzione e sanificazione.

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