Black Friday, dal cibo ai beni di lusso

by • 28 novembre 2020 • ESTERI, In evidenza, SOCIALECommenti disabilitati su Black Friday, dal cibo ai beni di lusso175

Il Black Friday, letteralmente venerdì nero, è una ricorrenza originaria degli Stati Uniti, legata al Giorno del Ringraziamento.
È infatti il primo venerdì dopo il giorno del Ringraziamento. Per questo motivo non c’è una data fissa tutti gli anni, ma variabile. In ogni caso è sempre verso fine novembre. Il Giorno del ringraziamento (Thanksgiving Day in inglese), o più semplicemente “il Ringraziamento”, è una festa di origine cristiana osservata negli Stati Uniti d’America (il quarto o ultimo giovedì di novembre).

Nel 2020 il Black Friday cade il 27 novembre, con la pandemia, sembra promettere meglio di sempre. L’85% degli Italiani infatti sta aspettando questa data per scatenarsi con gli acquisti, che peraltro nel 2020 hanno già considerevolmente aumentato la spesa alimentare e non. Nuove frontiere si aprono anche per gli acquisti di lusso on line, grazie ai portafogli meglio forniti dei “boomer”.

Acquisti on line: tecnologia, abbigliamento ed elettrodomestici
La stragrande maggioranza degli italiani (l’85%) secondo l’Osservatorio sui Consumi della tech company ShopFully è già con il dito sul mouse, aspettando impaziente che scatti il venerdì nero degli acquisti on line in vista del periodo pre natalizio, anche se il 49,7% delle spese sarà personale. La soglia di spesa più gettonata è di 250 euro. L’interesse è concentrato soprattutto sulle promozioni dedicate alla tecnologia, indicate come priorità del Black Friday dal 71% dei rispondenti, in ottica di migliorare la postazione di smart working/didattica a distanza e trovare soluzioni innovative per l’intrattenimento e la gestione della casa. In seconda posizione l’Osservatorio colloca il fashion, indicato da ben il 42% dei rispondenti e al terzo, con il 29% delle preferenze, le offerte legate al mondo dei grandi elettrodomestici.

Comprare cibo on line: lo ha fatto il 70% degli italiani
Secondo l’Osservatorio The World after Lockdown” curato da Nomisma e Crif, con l’effetto pandemia il 37% dei food shopper online del campione (considerano che gli acquirenti da web sono oggi oltre 19 milioni in Italia) ha comunque già aumentato la spesa destinata ai prodotti alimentari sui canali online mentre il 24% degli italiani ha aumentato quella per i beni non alimentari. In generale, il 70% degli italiani tra 18 e i 65 anni ha effettuato almeno un acquisto online nell’ultimo anno.

Con il covid è boom di spesa on line
Il lockdown è stata infatti la “scusa” per scoprire la comodità della spesa via web, che non è stata abbandonata nemmeno con l’allentamento delle restrizioni: l’acquisto 24 ore su 24 e la possibilità di evitare code è in cima alle motivazioni. Nel carrello digitale oggi troviamo il 67% di prodotti alimentari e bevande e per il 33% beni non food, in particolare beni per la cura della persona (17%), per la casa (9%) e per gli animali domestici (7%). La difficoltà della grande distribuzione di coprire le consegne a domicilio ha fatto poi spostare l’interesse verso i siti specializzati in consegne alimentari on line, come Cortilia, Local to You, Nespresso, Tannico ecc, testati almeno una volta dal 13% di chi ha fatto la spesa digital. La spesa viene poi recapitata a domicilio (nel 78% dei casi) o ritirata nel punto vendita o in un apposito armadietto self service (locker).

Quali sono invece i prodotti no food acquistati online dal maggior numero di italiani nel 2020? Informatica ed elettronica (il 48% degli italiani ha acquistato sul web prodotti appartenenti a questa categoria), seguiti da abbigliamento e calzature (30%), farmaci da banco/parafarmaci o integratori (24%) e arredo/accessori per la casa (20%). Il tutto prevalentemente su Amazon o eBay, preferiti dal 69% del campione.

Secondo Nomisma l’uso del canale online per gli acquisti è destinato a salire ancora, soprattutto perché questa nuova modalità piace agli italiani (con quote di apprezzamento vicine al 90%), ma anche a causa delle restrizioni per contrastare il diffondersi della pandemia che rappresentano un possibile ulteriore impulso.

Acquisti di lusso on line, i boomer la fanno da padroni
Non solo: un altro trend si delinea a livello globale ed è quello degli acquisti di lusso on line, spinto soprattutto dai “boomer”, che in questa pandemia hanno scoperto, a livello mondiale, la comodità della tecnologia per i propri acquisti e hanno, soprattutto, un portafoglio meglio fornito.

“II lockdown, il distanziamento sociale e la chiusura di molte attività hanno portato i baby boomers a rendersi conto che lo shopping online non è solo un’opzione sempre più praticabile per molte delle loro esigenze, ma anche conveniente e sicura, – sostiene Swetha Ramachandran, Investment Manager, fondo GAM Luxury Brands Equity. – Con un utilizzo della tecnologia a tassi più elevati del previsto da parte di questo gruppo demografico, la traiettoria della crescita dell’e-commerce appare ora molto diversa rispetto a pochi mesi fa. La crescente diffusione dello shopping online da parte dei boomer, in particolare negli Stati Uniti e in Cina, potrebbe scatenare una nuova ondata di crescita per l’e-commerce di lusso, dato che i consumatori si sentono sempre più a loro agio nell’acquisto online di articoli ad alto prezzo”.

Secondo Ramachandran, negli Stati Uniti, eMarketer stima che quest’anno più di 204 milioni di persone dai 14 anni in su effettueranno un acquisto online, due terzi dei quali avranno 45 anni e oltre. Una previsione che tiene conto degli effetti della pandemia prevede un aumento del 5,8% nel numero di acquirenti digitali in quest’ultima fascia, in crescita dal 3,2%. Ciò equivale a quasi cinque milioni di nuovi utenti. Se è vero che alcune abitudini di acquisto potrebbero tornare alla normalità post-pandemia, è anche probabile che i consumatori che hanno provato per la prima volta lo shopping online continueranno, almeno per gli acquisti occasionali.

“Un vantaggio per i marchi del lusso, nota l’analista, è che, sebbene questi consumatori stiano sempre più adottando quello che la società di consulenza Bain ha descritto come il “millennial state of mind” in termini di adozione digitale, sono tipicamente più fedeli al brand e rispondono bene alla comunicazione tradizionale dello stesso rispetto alle generazioni più giovani. È risaputo che in un periodo di crisi e incertezza i consumatori accorrono verso ciò che conoscono bene e di cui si fidano. Un altro fattore è la sostenibilità. In questo momento i consumatori di tutte le generazioni stanno facendo un passo indietro rispetto ai propri modelli di spesa. Il pubblico si sta rendendo conto che in realtà “comprare meno, comprare meglio” è essenzialmente l’essenza del lusso”.

L’altro grande vantaggio legato ai boomer è, naturalmente, il loro potere d’acquisto. Con la ricchezza accumulata e una lunga aspettativa di vita, questi consumatori sono i clienti ideali a prezzo pieno per i marchi di lusso in una serie di settori. Ciò ha implicazioni per le categorie che possono trarre beneficio, come i vini e gli alcolici, dato che i senior spendono più del triplo pro capite per gli alcolici premium rispetto ai più giovani, come ha osservato il maggiore produttore mondiale di alcolici Diageo. Ed è anche rilevante per lo studio di nuovi modelli di business. Un esempio? I modelli in abbonamento per aree come la cura della pelle, dove i consumatori più anziani tendono ad essere più fedeli ai marchi conosciuti e amati e ad avere una routine regolare. Estée Lauder ha notato che, durante il periodo di chiusura dei negozi negli Stati Uniti, la crescita dei clienti online del +195% nel trimestre aprile-giugno ha riguardato soprattutto la clientela più matura rispetto alla media precedente.

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