Genova, come sarà il ponte di Polcevera

by • 8 novembre 2019 • Visualizza in HomeCommenti disabilitati su Genova, come sarà il ponte di Polcevera86

“Un Cerchio di acciaio, Rosso. Un anello che abbraccia – passando sotto il nuovo Ponte – un territorio di ferro, acqua, cemento e asfalto. Il Cerchio Rosso di acciaio, memoria di una potente tradizione di altoforni, gru, carroponti, corre attorno ai luoghi più vicini alla tragedia del 14 agosto 2018. Li abbraccia senza separarli dal loro contesto, ma anzi legandoli tra loro, […] salda tra loro le parti separate con un percorso ciclo/pedonale e distribuisce l’energia rinnovabile prodotta dai collettori solari – termici e fotovoltaici – presenti sui tetti degli edifici, dalla Torre del Vento e dalle pavimentazioni piezometriche (che contribuiscono simbolicamente al bilancio energetico) convertendo in energia i flussi che percorrono il nuovo Ponte e il Cerchio. Energia e movimento che confluiscono nella Torre del Vento”.
Così Stefano Boeri, capogruppo del team composto da Metrogramma Milano e Inside Outside che ha vinto il concorso per il Parco del Ponte a Genova, apre il Manifesto che sintetizza i punti cardine secondo i quali il progetto si struttura.

Il progetto urbano, denominato “Il Parco del Polcevera e il Cerchio Rosso”, è pensato come un sistema di parchi dalle diverse ecologie, infrastrutture per una mobilità sostenibile ed edifici intelligenti per la ricerca e la produzione, con l’obiettivo di capovolgere l’immagine attuale della valle del Polcevera, da luogo complesso e tragicamente disastrato a territorio dell’innovazione sostenibile per il rilancio di Genova stessa.

Il Cerchio Rosso di acciaio – elemento simbolico e manifesto di una ricucitura urbana tra le due sponde della vallata – si sviluppa cambiando natura: diventa infatti passerella, piazza sopraelevata, rampa di accesso e uscita, corridoio tra gli edifici oppure percorso ipogeo e connette tra di loro tutti i diversi territori, esaltando il grande parco botanico urbano, il Parco del Polcevera. Un nuovo luogo rigenerato che correrà sotto il nuovo ponte, progettato da Renzo Piano in sostituzione del Ponte Morandi di cui, nell’agosto del 2018, è crollata una parte significativa causando un tragico incidente e diverse vittime.

“Ricostruire dal punto di vista architettonico e urbano ma soprattutto dal punto di vista sociale. Per questo la rinascita richiedeva un progetto che innanzitutto fosse un inno alla vita. Gioioso, di qualità in termini di servizi, pensato innanzitutto per le persone; persone che vi vivono e che vi lavorano. Volevamo fortemente che la visione racchiudesse in se i colori ed i profumi caratteristici della mediterraneità di cui Genova è simbolo nel mondo. L’obbiettivo infatti è quello di ricostruire un sistema urbano coeso, socialmente attivo, innovativo tanto da rivitalizzare non solo il quadrante stesso ma diventando attrattore per le zone limitrofe. La proposta architettonica consiste nella progettazione di Edifici Mondo, ossia grandi cluster dal mix funzionale variegato, dal linguaggio architettonico essenziale ma riconoscibile. Inspirati all’architettura industriale e al colore blu del Mediterraneo, i nuovi manufatti sono rivestiti da materiali sostenibili e le grandi coperture offrono superfici per la produzione di energia rinnovabile. Gli edifici si aprono al parco e vengono intersecati e connessi tra loro dal Cerchio Rosso” aggiunge Andrea Boschetti, founding partner dello studio milanese Metrogramma.

Il Cerchio Rosso di acciaio è infatti, prima di tutto, un dispositivo di relazione: un sistema ciclo-pedonale della lunghezza di 1570 metri, dell’ampiezza di 6 e del raggio di 250, e distribuzione di energia rinnovabile che si apre al quartiere in corrispondenza della nuova Stazione e con una Torre del Vento dell’altezza di 120 metri che ne conclude il percorso. Quest’ultima accoglie un sistema di turbine eoliche e appartiene, come il Cerchio Rosso, al nuovo network energetico del Polcevera messo a punto grazie al contributo dello studio tedesco Transsolar.

Il Cerchio Rosso è parte di un reticolo di mobilità sostenibile, in cui si incrociano percorsi ciclo pedonali, corsie di smart mobility, shared surfaces e zone di parcheggio intelligenti, all’interno di una strategia sviluppata in collaborazione con MIC | Mobility in Chain, mirata alla restituzione di uno spazio pubblico, sicuro ed a misura d’uomo.

Il Parco del Polcevera, concretamente, consiste in un sistema di parchi che raccolgono nella visione d’insieme la varietà delle piante e delle essenze tipiche del bacino del Mediterraneo, ideato da Inside Outside | Petra Blaisse e costruito con l’apporto dell’agronoma e paesaggista Laura Gatti e del geologo Secondo Antonio Accotto.

Nel cuore del Parco del Polcevera, verrà realizzata Genova nel bosco: un’installazione con 43 alberi, concepita dall’artista Luca Vitone, dedicata alla memoria di un Ponte crollato e al ricordo del suo collasso improvviso, del dolore e delle debolezze degli uomini ma, allo stesso tempo, simbolo dell’indomita forza di una città.

Il Parco del Polcevera diventa una nuovo centro: tutto attorno rinasce il quartiere, inteso come una comunità di vita, di relazioni, di scambi. Gli edifici del BIC nella zona della Green Factory, i Nuovi Forti e l’ex Mercato Ovoavicolo diventano nuovi poli della produttività e dell’innovazione, ingredienti essenziali per una rinascita sostenibile anche da un punto di vista economico-finanziario cosi come approfondito da H&A Associati.

Il progetto sarà costruito attraverso un processo partecipativo aperto (per il mese di ottobre 2019), con il coinvolgimento ampio e attivo dell’amministrazione, degli abitanti e degli altri stakeholder locali. Denominato “il Tavolo del Polcevera 2.0”, sarà uno strumento che accompagnerà tutte le fasi di lavoro, dalla progettazione alla costruzione, avvalendosi anche di strumenti quali usi temporanei per l’avvio, l’animazione e il consolidamento del processo, come definito in fase di concorso da Temporiuso.

“Il Cerchio Rosso, la Torre, gli Edifici Mondo e il Parco del Polcevera, con la sua varietà vitale cromatica e botanica – conclude Stefano Boeri – sono il saluto di Genova ai passanti del futuro. Il saluto al mondo che l’attraversa e che vi approda da parte di una città di infrastrutture che si sviluppano da est a ovest connettendo l’Italia all’Europa, di parchi inerpicati su pareti verticali, di camalli e nobildonne, di cantanti-poeti e ingegneri navali. Una Città Superba seppure affranta da una struggente Malinconia; bellissima seppur nell’asprezza delle sue irriducibili contraddizioni. Una Città di acciaio e mare, scolpita dal vento e dalle tragedie, ma sempre capace di rialzare la testa”.

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