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  • In evidenza
  • Virus dell’influenza stagionale praticamente inesistente

    2 gennaio 2021 • In evidenza, SALUTE • 659

    L’effetto Covid, o meglio l’effetto combinato mascherine-distanziamento-igiene delle mani, abbatte l’incidenza dell’influenza stagionale. Il ceppo virale influenzale di quest’anno è stato identificato in Italia per la prima volta il 29 settembre, ma la diffusione del virus è praticamente inesistente al momento nel nostro Paese. Secondo il rapporto settimanale InfluNet dell’Istituto Superiore di Sanità, riferito al periodo 30 novembre-6 dicembre, l’incidenza delle sindromi influenzali è “stabile e sotto la soglia basale”, pari a 1,9 casi per mille assistiti.

    Lo scorso anno, nella stessa 49esima settimana, la curva si stava già arrampicando oltre la soglia basale, con un’incidenza di 3 casi per mille abitanti. In quella settimana si stimavano almeno 174mila casi, quest’anno invece 115mila. Non a caso la rete di sorveglianza virologica dell’Iss ha raccolto nell’ultima settimana 148 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete InfluNet (656 campioni dall’inizio della sorveglianza) e, tra questi, nessuno è risultato positivo al virus influenzale.

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  • Cosa contiene il vaccino Pfizer ?

    2 gennaio 2021 • In evidenza, SALUTE • 1432

    Come si somministra il vaccino Pfizer, cosa contiene, come agisce, quanto è efficace.
    In Italia sono attese le prime 9.750 fiale a -75 gradi che viaggeranno dal Belgio nei tir della casa farmaceutica il giorno di Natale, scortati dai carabinieri fino all’ospedale Spallanzani di Roma, che sarà adibito ad hub centrale.

    Il 26 saranno distribuiti dalle Forze armate nel Paese, per essere poi somministrati per la prima volta in Italia il 27 dicembre, in occasione del V-day, giorno in cui in tutta Europa partirà la campagna vaccinale.

    I primi a essere vaccinati saranno gli italiani simbolo della lotta al Covid, a partire da una giovane infermiera, un operatore socio sanitario impegnato nei reparti Covid, una ricercatrice e due medici, tutti dell’Istituto Spallanzani di Roma e tutti da subito in prima linea a fronteggiare l’emergenza della pandemia.

    Allo Spallanzani i vaccini verranno divisi in venti confezioni, una per ogni regione. Il vaccino verrà trasportato con diversi veicoli delle forze armate, tra mezzi leggeri e autocarri a uso tattico logistico, mentre per le regioni più distanti i vaccini saranno stoccati nell’hub centrale di Pratica di Mare e da qui le scorte saranno caricate su elicotteri o aerei per raggiungere i primi 21 siti nazionali.

    CARATTERISTICHE DEL VACCINO “Pfizer”
    1. Che cos’è e a che cosa serve?
    Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è un vaccino destinato a prevenire la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) nei soggetti di età pari o superiore a 16 anni. Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARS- CoV-2, il virus responsabile di COVID-19. Il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia.

    2. Come viene somministrato?
    Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) viene somministrato in due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra.

    3. Come agisce?
    I virus SARS-CoV-2 infettano le persone utilizzando una proteina di superficie, denominata Spike, che agisce come una chiave permettendo l’accesso dei virus nelle cellule, in cui poi si possono riprodurre. Tutti i vaccini attualmente in studio sono stati messi a punto per indurre una risposta che blocca la proteina Spike e quindi impedisce l’infezione delle cellule. Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è fatto con molecole di acido ribonucleico messaggero (mRNA) che contengono le istruzioni perché le cellule della persona che si è vaccinata sintetizzino le proteine Spike. Nel vaccino le molecole di mRNA sono inserite in una microscopica vescicola lipidica che permette l’ingresso del mRNA nelle cellule. Una volta iniettato, l’mRNA viene assorbito nel citoplasma delle cellule e avvia la sintesi delle proteine Spike. Le proteine prodotte stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici. In chi si è vaccinato e viene esposto al contagio virale, gli anticorpi così prodotti bloccano le proteine Spike e ne impediscono l’ingresso nelle cellule.
    La vaccinazione, inoltre, attiva anche le cellule T che preparano il sistema immunitario a rispondere a ulteriori esposizioni a SARS-CoV-2Il vaccino, quindi, non introduce nelle cellule di chi si vaccina il virus vero e proprio, ma solo l’informazione genetica che serve alla cellula per costruire copie della proteina Spike. Se, in un momento successivo, la persona vaccinata dovesse entrare nuovamente in contatto con il SARS- CoV-2, il suo sistema immunitario riconoscerà il virus e sarà pronto a combatterlo.L’mRNA del vaccino non resta nell’organismo ma si degrada poco dopo la vaccinazione.

    4. Che cosa contiene?
    Il COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) contiene un RNA messaggero che non può propagare se stesso nelle cellule dell’ospite, ma induce la sintesi di antigeni del virus SARS-CoV-2 (che esso stesso codifica). Gli antigeni S del virus stimolano la risposta anticorpale della persona vaccinata con produzione di anticorpi neutralizzanti. L’RNA messaggero è racchiuso in liposomi formati da ALC-0315 e ALC-0159 per facilitare l’ingresso nelle cellule.

    Il vaccino contiene inoltre altri eccipienti:
    •Distearoyl-sn-glycero-phosphocholine •colesterolo •sodio fosfato bibasico diidrato •fosfato monobasico di potassio •cloruro di potassio •cloruro di sodio •saccarosio •acqua per preparazioni iniettabili.

    EFFICACIA E SICUREZZA DELLA VACCINAZIONE
    5. La sperimentazione è stata abbreviata per avere presto il prodotto?
    Gli studi sui vaccini anti COVID-19, compreso il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty), sono iniziati nella primavera 2020, perciò sono durati pochi mesi rispetto ai tempi abituali, ma hanno visto la partecipazione di un numero assai elevato di persone: dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi per lo sviluppo dei vaccini. Perciò è stato possibile realizzare uno studio di grandi dimensioni, sufficienti per dimostrare efficacia e sicurezza. Non è stata saltata nessuna delle regolari fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza del vaccino: i tempi brevi che hanno portato alla registrazione rapida sono stati resi possibili grazie alle ricerche già condotte da molti anni sui vaccini a RNA, alle grandi risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi rapidissimi e alla valutazione delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti man mano che questi venivano prodotti e non, come si usa fare, soltanto quando tutti gli studi sono completati. Queste semplici misure hanno portato a risparmiare anni sui tempi di approvazione.

    6. Come sono stati condotti gli studi clinici?
    Uno studio clinico di dimensioni molto ampie ha dimostrato che il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è efficace nella prevenzione di COVID-19 nei soggetti a partire dai 16 anni di età. Il profilo di sicurezza ed efficacia di questo vaccino è stato valutato nel corso di ricerche svolte in sei paesi: Stati Uniti, Germania, Brasile, Argentina, Sudafrica e Turchia, con la partecipazione di oltre 44.000 persone. La metà dei partecipanti ha ricevuto il vaccino, l’altra metà ha ricevuto un placebo, un prodotto identico in tutto e per tutto al vaccino, ma non attivo. L’efficacia è stata calcolata su oltre 36.000 persone a partire dai 16 anni di età (compresi soggetti di età superiore ai 75 anni) che non presentavano segni di precedente infezione. Lo studio ha mostrato che il numero di casi sintomatici di COVID-19 si è ridotto del 95% nei soggetti che hanno ricevuto il vaccino (8 casi su 18.198 avevano sintomi di COVID-19) rispetto a quelli che hanno ricevuto il placebo (162 casi su 18.325 avevano sintomi di COVID-19).

    7. Quanto è efficace?
    I risultati di questi studi hanno dimostrato che due dosi del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) somministrate a distanza di 21 giorni l’una dall’altra possono impedire al 95% degli adulti dai 16 anni in poi di sviluppare la malattia COVID-19 con risultati sostanzialmente omogenei per classi di età, genere ed etnie. Il 95% di riduzione si riferisce alla differenza tra i 162 casi che si sono avuti nel gruppo degli oltre 18mila che hanno ricevuto il placebo e i soli 8 casi che si sono avuti negli oltre 18mila che hanno ricevuto il vaccino.

    8. La protezione è efficace subito dopo l’iniezione?
    No, l’efficacia è stata dimostrata dopo una settimana dalla seconda dose.

    9. Quanto dura la protezione indotta dal vaccino?
    La durata della protezione non è ancora definita con certezza perché il periodo di osservazione è stato necessariamente di pochi mesi, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi.

    10. Il vaccino può provocare la malattia COVID-19 o altre alterazioni genetiche?
    Questo vaccino non utilizza virus attivi, ma solo una componente genetica che porta nell’organismo di chi si vaccina l’informazione per produrre anticorpi specifici. Non sono coinvolti virus interi o vivi, perciò il vaccino non può causare malattie. L’mRNA del vaccino come tutti gli mRNA prodotti dalle cellule si degrada naturalmente dopo pochi giorni nella persona che lo riceve.

    11. Le persone vaccinate posso trasmettere comunque l’infezione ad altre persone?
    Gli studi clinici condotti finora hanno permesso di valutare l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) sulle forme clinicamente manifeste di COVID-19 ed è necessario più tempo per ottenere dati significativi per dimostrare se i vaccinati si possono infettare in modo asintomatico e contagiare altre persone. Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione, i vaccinati e le persone che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anti COVID-19.

    12. Chi esegue la prima dose con il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty), può fare la seconda con un altro vaccino anti Covid-19, qualora disponibile?
    Non ci sono ancora dati sulla intercambiabilità tra diversi vaccini, per cui chi si sottopone alla vaccinazione alla prima dose con il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty), continuerà a utilizzare il medesimo vaccino anche per la seconda dose.

    13. Quali reazioni avverse sono state osservate?
    Le reazioni avverse osservate più frequentemente (più di 1 persona su 10) nello studio sul vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) sono stati in genere di entità lieve o moderata e si sono risolte entro pochi giorni dalla vaccinazione. Tra queste figuravano dolore e gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore ai muscoli e alle articolazioni, brividi e febbre. Arrossamento nel sito di iniezione e nausea si sono verificati in meno di 1 persona su 10. Prurito nel sito di iniezione, dolore agli arti, ingrossamento dei linfonodi, difficoltà ad addormentarsi e sensazione di malessere sono stati effetti non comuni, che hanno interessato meno di 1 persona su100. Debolezza nei muscoli di un lato del viso (paralisi facciale periferica acuta) si è verificata raramente, in meno di 1 persona su 1000.

    14. Quali reazioni avverse gravi sono state osservate durante la sperimentazione?
    L’unica reazione avversa severa più frequente nei vaccinati che nel gruppo placebo è stato l’ingrossamento delle ghiandole linfatiche. Si tratta, comunque, di una patologia benigna che guarisce da sola. In generale, le reazioni sistemiche sono state più frequenti e pronunciate dopo la seconda dose. Nei Paesi dove è già stata avviata la somministrazione di massa del vaccino sono cominciate anche le segnalazioni delle reazioni avverse, da quelle meno gravi a quelle più significative, comprese le reazioni allergiche. Tutti i Paesi che avviano la somministrazione del vaccino estesa a tutta la popolazione raccoglieranno e valuteranno ogni segnalazione pervenuta al sistema di farmaco vigilanza delle reazioni averse al vaccino, così da poter definire con sempre maggior precisione il tipo di profilo di rischio legato alla vaccinazione.

    15. Chi sviluppa una reazione alla somministrazione a chi lo può comunicare?
    La segnalazione di una qualsiasi reazione alla somministrazione del vaccino può essere fatta al proprio medico di famiglia o alla ASL di appartenenza, così come per tutte le altre reazioni avverse. a qualunque farmaco, secondo il sistema nazionale di farmacovigilanza attivo da tempo in tutto il Paese.Inoltre, chiunque può segnalare in prima persona una reazione avversa da vaccino utilizzando i moduli pubblicati sul sito AIFA: link: segnalazioni reazioni avverse.

    16. Come viene rilevata l’assenza di controindicazioni?
    Prima della vaccinazione il personale sanitario pone alla persona da vaccinare una serie di precise e semplici domande, utilizzando una scheda standardizzata. Se l’operatore sanitario rileva risposte significative alle domande, valuta se la vaccinazione possa essere effettuata o rinviata. Inoltre l’operatore verifica la presenza di controindicazioni o precauzioni particolari, come riportato anche nella scheda tecnica del vaccino.

    17. È stata segnalata una nuova variante del virus SARS-CoV-2: il vaccino sarà efficace anche verso questa nuova variante?
    I virus a RNA come SARS-CoV-2 sono soggetti a frequenti mutazioni, la maggioranza delle quali non altera significativamente l’assetto e le componenti del virus. Molte varianti di SARS-CoV-2 sono state segnalate nel 2020, ma finora queste varianti non hanno alterato il comportamento naturale del virus. La variante segnalata in Inghilterra è il risultato di una serie di mutazioni di proteine della superficie del virus e sono in corso valutazioni sugli effetti che queste possono avere sull’andamento dell’epidemia, mentre appare improbabile un effetto negativo sulla vaccinazione.

    CONDIZIONI PARTICOLARI
    18. Chi ha già avuto un’infezione da COVID-19, confermata, deve o può vaccinarsi?
    La vaccinazione non contrasta con una precedente infezione da COVID-19, anzi potenzia la sua memoria immunitaria, per cui non è utile alcun test prima della vaccinazione. Tuttavia, coloro che hanno avuto una diagnosi di positività a COVID-19 non necessitano di una vaccinazione nella prima fase della campagna vaccinale, mentre potrebbe essere considerata quando si otterranno dati sulla durata della protezione immunitaria.

    19. Le persone che soffrono di allergie possono vaccinarsi con il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty)?
    Le persone con una storia di gravi reazioni anafilattiche o di grave allergia, o che sono già a conoscenza di essere allergiche a uno dei componenti del vaccino mRNA BNT162b2 (Comirnaty) dovranno consultarsi col proprio medico prima di sottoporsi alla vaccinazione. Come per tutti i vaccini, anche questo deve essere somministrato sotto stretta supervisione medica. Le persone che manifestano una reazione allergica grave dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino non devono ricevere la seconda dose. Nei soggetti a cui è stato somministrato il vaccino sono state osservate reazioni allergiche (ipersensibilità). Da quando il vaccino ha iniziato a essere utilizzato nelle campagne di vaccinazione, si sono verificati pochissimi casi di anafilassi (grave reazione allergica).

    20. Le donne in gravidanza o che stanno allattando possono vaccinarsi?
    I dati sull’uso del vaccino durante la gravidanza sono tuttora molto limitati, tuttavia studi di laboratorio su modelli animali non hanno mostrato effetti dannosi in gravidanza. Il vaccino non è controindicato e non esclude le donne in gravidanza dalla vaccinazione, perché la gravidanza, soprattutto se combinata con altri fattori di rischio come il diabete, le malattie cardiovascolari e l’obesità, potrebbe renderle maggiormente a rischio di COVID-19 grave. L’Istituto Superiore di Sanità ha in atto un sistema di sorveglianza sulle donne gravide in rapporto a COVID-19 che potrebbe offrire ulteriori utili informazioni. Sebbene non ci siano studi sull’allattamento al seno, sulla base della plausibilità biologica non è previsto alcun rischio che impedisca di continuare l’allattamento al seno. In generale, l’uso del vaccino durante la gravidanza e l’allattamento dovrebbe essere deciso in stretta consultazione con un operatore sanitario dopo aver considerato i benefici e i rischi.

    21. I bambini possono essere vaccinati con il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty)?
    Questo vaccino non è al momento raccomandato nei bambini di età inferiore a 16 anni. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha concordato con l’azienda produttrice un piano per la sperimentazione del vaccino nei bambini in una fase successiva.

    22. Le persone con una documentata immunodeficienza o con malattie autoimmuni possono vaccinarsi?
    Non sono ancora disponibili dati sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) nelle persone con malattie autoimmuni, che sono comunque state incluse nelle sperimentazioni iniziali. Durante gli studi clinici non si sono osservate differenze circa la comparsa di sintomi riconducibili a malattie autoimmuni o infiammatorie tra vaccinati e soggetti trattati con placebo. Le persone con malattie autoimmuni che non abbiano controindicazioni possono ricevere il vaccino. I dati relativi all’uso nelle persone immunocompromesse (il cui sistema immunitario è indebolito) sono in numero limitato. Sebbene queste persone possano non rispondere altrettanto bene al vaccino, non vi sono particolari problemi di sicurezza. Le persone immunocompromesse possono essere vaccinate in quanto potrebbero essere ad alto rischio di COVID-19.

    23. Le persone con malattie croniche, diabete, tumori, malattie cardiovascolari possono vaccinarsi?
    Sono proprio queste le persone più a rischio di una evoluzione grave in caso di contagio da SARS- CoV-2, proprio a loro, quindi, si darà priorità nell’invito alla vaccinazione.

    24. Le persone in trattamento con anticoagulanti possono vaccinarsi?
    Le persone in cura con una terapia anticoagulante hanno una generica controindicazione a qualsiasi iniezione, per loro la vaccinazione deve essere valutata caso per caso dal proprio medico per il rischio di emorragie dal sito di iniezione.

    25. Le persone che hanno fatto la vaccinazione anti influenzale da poco tempo possono vaccinarsi contro il COVID-19?
    Non vi sono ancora dati sull’interferenza tra vaccinazione anti COVID-19 e altre vaccinazioni, tuttavia la natura del vaccinoCOVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) suggerisce che sia improbabile che interferisca con altri vaccini. Comunque il distanziamento di un paio di settimane può essere una misura precauzionale.

    PROCEDURE DI VACCINAZIONE
    26. Chi somministrerà il vaccino?
    La vaccinazione sarà effettuata da medici e infermieri dei servizi vaccinali pubblici, persone che da tempo praticano vaccinazioni e sono esperte nelle tecniche di vaccinazione. Inoltre, in considerazione della particolarità di questo vaccino, gli operatori sanitari hanno ricevuto ulteriori informazioni tecniche specifiche sulla preparazione e somministrazione del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty).

    27. A chi bisogna rivolgersi per vaccinarsi?
    La campagna di vaccinazione di svolgerà in più fasi successive, i cittadini saranno invitati ad effettuare la vaccinazione in un ordine di priorità definito dal rischio per le persone di infettarsi e di sviluppare la malattia con conseguenze gravi. Nella fase iniziale la vaccinazione sarà riservata al personale sanitario e al personale e agli ospiti delle residenze per anziani e le vaccinazioni saranno effettuate dal personale dei servizi vaccinali nei 286 ospedali definiti dal Piano nazionale di vaccinazione COVID-19. Lo stesso personale vaccinatore si recherà nelle residenze per anziani per la vaccinazione.

    28. Quanto costa la vaccinazione?
    La vaccinazione è gratuita per tutti.

    29. È possibile vaccinarsi privatamente a pagamento?
    No, i vaccini disponibili attualmente saranno utilizzati soltanto nei presidi definiti dal Piano vaccini e non saranno disponibili nelle farmacie o nel mercato privato. È altamente sconsigliato cercare di procurarsi il vaccino per vie alternative o su internet. Questi canali non danno nessuna garanzia sulla qualità del prodotto, che potrebbe essere, oltre che inefficace, pericoloso per la salute.

    30. Il vaccino protegge solo la persona vaccinata o anche i suoi familiari?
    Il vaccino protegge la singola persona, ma se siamo in tanti a vaccinarci, potremmo ridurre in parte la circolazione del virus e quindi proteggere anche tutte le persone che non si possono vaccinare: la vaccinazione si fa per proteggere se stessi, ma anche la comunità in cui viviamo.

    31. La vaccinazione consente di tornare alla vita di prima?
    Anche se l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 è molto alta (oltre il 90%) vi sarà sempre una porzione di vaccinati che non svilupperà la difesa immunitaria, inoltre, ancora non sappiamo in maniera definitiva se la vaccinazione impedisce solo la manifestazione della malattia o anche il trasmettersi dell’infezione. Ecco perché essere vaccinati non conferisce un “certificato di libertà” ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e misure di contenimento del rischio di infezione.

    32. Ci sarà vaccino per tutti?
    Il Governo italiano, tramite le procedure europee, ha prenotato l’acquisto di oltre duecento milioni di dosi di vaccini anti COVID-19 da sei diversi produttori. Non ci sarà libera scelta su quale vaccino preferire: il vaccino disponibile al tempo e al luogo sarà offerto dai servizi vaccinali in piena garanzia di equivalente sicurezza ed efficacia.

    33. Che tipo di siringhe verrà utilizzato?
    La vaccinazione sarà effettuata con una speciale siringa sterile monouso dotata di sistema di bloccaggio dell’ago (Luer Lock) per evitare distacchi accidentali; gli aghi sterili monouso sono anche dotati di attacco di bloccaggio: le siringhe usate non vanno reincappucciate (DM 28/9/89) e saranno immediatamente depositate in appositi contenitori di smaltimento.

    34. Saranno vaccinati soltanto i cittadini italiani?
    Secondo lo schema di priorità definito nel Piano vaccini saranno vaccinate tutte le persone presenti sul territorio italiano, residenti, con o senza permesso di soggiorno ai sensi dell’articolo 35 del testo unico sull’immigrazione.

    35. Che documenti sono richiesti per effettuare la vaccinazione?
    Un documento di identità valido e la tessera sanitaria. Può essere utile avere con sé anche l’eventuale documentazione sanitaria che possa aiutare il medico vaccinatore a valutare lo stato fisico.

    Riproduzione riservata ©

    Nicoletta Cottone
    Caposervizio – ilsole24ore.com

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  • Primo vaccino Pfizer, le dosi alle regioni

    27 dicembre 2020 • In evidenza, SALUTE • 912

    L’Italia accelera per la campagna vaccinale contro il Covid, mentre valuta l’ipotesi di istituire una zona rossa per tutto il paese per le prossime festività di Natale. Dopo che l’Ema ha anticipato al 21 dicembre l’incontro per il via libera al siero Pfizer-BioNTech e che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che tutti i 27 Stati Ue potranno iniziare a somministrare il vaccino “lo stesso giorno”, il governo ha deciso di partire subito dopo Natale e prima dell’inizio del 2021. Questo infatti sarebbe l’ultimo timing, secondo quanto si apprende, emerso nel corso della riunione tra il governo e le Regioni che ha dato il via libera al piano dei vaccini e che domani sarà sottoposto formalmente alla Conferenza Stato-Regioni. Nelle prossime ore verrà definito il numero di persone alle quali somministrare il vaccino nel giorno simbolico, lo stesso in tutta Europa, sulla base delle quantità che Pfizer sarà in grado di consegnare.

    Le dosi Pfizer per le Regioni
    La campagna di vaccinazione in Italia partirà con le prime 1.833.975 dosi di vaccino anti Covid-19 che verranno distribuite da Pfizer e inviate alle Regioni. Dopo il Vaccine Day europeo, prima della fine dell’anno, con vaccinazioni simboliche in diversi Paesi, “verrà avviata la prima sessione della vaccinazione di massa, destinata alle categorie che il Governo e il Parlamento hanno stabilito essere prioritarie, si legge in una nota,: operatori sanitari e sociosanitari, personale operante nei presidi ospedalieri, pubblici e privati, ospiti e personale delle residenze per anziani”.

    La Lombardia sarà la regione che riceverà il maggior numero di dosi: 304.955 ‘shot’. Seguono Emilia Romagna (183.138 dosi), Lazio (179.818), Piemonte (170.995), Veneto (164.278) e Campania (135.890). In coda la Valle d’Aosta con 3.334 dosi.

    La seconda fornitura di dosi di vaccino garantita da Pfizer all’Italia sarà di 2.507.700 dosi che consentiranno nelle settimane successive di somministrare la seconda dose alle categorie prioritarie (operatori sanitari e sociosanitari, personale operante nei presidi ospedalieri, pubblici e privati, ospiti e personale delle residenze per anziani), nonché di avviare la vaccinazione della popolazione più fragile.

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  • Draghi: «Stiamo entrando in una nuova era»

    27 dicembre 2020 • ECONOMIA, In evidenza • 819

    Le economie globali si avvicinano «al bordo di una scogliera»: c’è una seconda ondata anche nelle conseguenze economiche della pandemia. Dopo una prima fase, segnata da una crisi di liquidità delle imprese, segue ora una seconda, nella quale il problema sono le insolvenze, nelle quali le aziende possono rapidamente precipitare.

    Le imprese dopo il Covid
    È questo il tema del rapporto 2020 sulla ristrutturazione delle imprese dopo l’epidemia (Reviving and Restructuring the Corporate Sector post-Covid. Designing Public Policy Intervention), del Group of the Thirty, o G30, il think tank di consulenza su questioni di economia monetaria e internazionale nel cui steering committee, il comitato di direzione, siedono Mario Draghi, ex presidente della Bce, e Raghuram Rajan, noto economista ed ex governatore della Reserve Bank of India.

    Draghi: «Una nuova era»
    «Stiamo entrando in una nuova era, ha detto Draghi durante la presentazione del rapporto, nella quale saranno necessarie scelte che potrebbero cambiare profondamente le economie». Lo sforzo compiuto finora, sotto la spinta dell’emergenza, «è stato ben fatto, era necessario», ha aggiunto, ma ora occorre passare a una fase molto più delicata perché più selettiva: «Chi dovrà decidere quali compagnie dovranno essere aiutate?», è uno degli interrogativi, ha spiegato Draghi, a cui il rapporto cerca di rispondere.

    Rajan: «Pensare al dopo pandemia»
    «Non è troppo presto per iniziare a pensare al periodo successivo alla pandemia, ha aggiunto Rajan. Noi esortiamo a pensare alla necessità di prepararci per assicurare una sostenibilità di lungo periodo» delle imprese, «e a evitare danni collaterali».

    Politiche molto selettive
    Questa crisi «senza precedenti», spiega infatti il rapporto, che ha causato molta «confusione», ha già messo in tensione i bilanci pubblici e richiede ora, in questa seconda ondata di conseguenze economiche, microeconomi che, soprattutto, politiche «piene di sfumature». Ricette semplici non ce ne sono, e il rapporto «non tenta di raccomandare una singola politica», ma piuttosto «un insieme di principi», «un insieme di strumenti», e un metodo per affrontare la situazione.

    Il rischio delle imprese zombie
    L’avvicinarsi al «bordo della scogliera» impone in ogni caso di intervenire con rapidità. Il rischio è quello di creare «masse di imprese zombie», che sopravviveranno a stento mantenendo in piedi un’inefficiente allocazione delle risorse. La scarsità delle risorse disponibili, anche a causa delle tensioni sui conti pubblici, richiede inoltre un approccio strategico.

    Puntare alle Pmi
    Tocca a ogni governo, quindi, individuare le proprie priorità e definire su quali “stakeholders”, e su quale generazione (l’attuale o la futura) far cadere i costi degli interventi. Occorre disegnare politiche molto selettive. Non tutte le aziende vanno sostenute, spiega il rapporto, ma occorre scegliere quelle che possono essere redditizie dopo l’epidemia, dando particolare attenzione alle piccole e medie imprese, con minore “potere contrattuale” verso i governi, ma nello stesso tempo preziose sul piano occupazionale e produttivo, e bisogna intervenire solo in presenza di fallimenti del mercato, che possono creare elevati costi sociali.

    Collaborazione pubblico-privato
    Importante, per questo motivo, sarà la collaborazione pubblico-privato: solo le banche e gli investitori, spiega il rapporto, «hanno una expertise decisamente maggiore nel valutare la redditività delle aziende, e sicuramente subiscono minori pressioni politiche». Gli interventi devono puntare al capitale finanziario delle imprese (o, in alternativa, a strumenti quasi equity, come le obbligazioni convertibili, i prestiti mezzanine e simili) e meno sui prestiti, come invece è avvenuto nella prima fase, che ha creato il rischio di un sovraccarico di debiti sulle aziende.

    Interventi sull’equity
    La trasformazione dei debiti garantiti dallo stato in equity potrebbe essere, secondo il rapporto, una strada percorribile; anche se occorre tener presente il rischio di una selezione avversa: «Le imprese meno sane potrebbero essere più disposte a cedere capitale rispetto a quelle più forti», spiega lo studio. Il gruppo dei 30 non esclude neanche, sia pure come misura estrema, le nazionalizzazioni totali o parziali; possibilmente con criteri chiari e una definita strategia di uscita. Forme di sussidi agli investimenti in capitale, a cominciare da parziali deduzioni fiscali, sono più indicate; mentre il Future Fund britannico, lo Special Situation Fund for Startups (Ssfs) di Singapore e il 2009 Public-Private Investment Program Usa sono i modelli da guardare.

    Zingales: i diritti delle minoranze
    Su questo punto, durante la presentazione, Luigi Zingales, economista all’Università di Chicago, ha sollevato il problema dei diritti delle minoranze, nel capitale, che sono spesso espropriati dagli insiders. Tema che è stato riconosciuto come fondamentale dagli autori del rapporto, che hanno sottolineato la necessità di chiarezza e trasparenza in questi interventi. «È il momento giusto per farlo», ha detto Victoria Ivashina della Harvard University. «La trasparenza è molto importante, ha più in generale spiegato Rajan, ogni volta che c’è un intervento del governo, che deve seguire regole chiare».

    Nuove regole sulle liquidazioni
    Le misure a sostegno delle imprese dovranno essere inoltre accompagnati da nuove regole sui fallimenti in modo da introdurre nuove forme di ristrutturazione dei debiti che facciano evitare le liquidazioni. «Chapter 11 (le regole Usa, particolarmente friendly verso le imprese perché tendono a salvarle, ndr) ha lo spirito giusto», ha spiegato Douglas Eliott della Oliver Wiman, secondo il quale anche questo tipo di regole possono essere, «costose, anche in termini di tempo» e quindi insufficienti di fronte alla quantità di insolvenze che occorrerà affrontare.

    Priorità alla ripresa
    La durata della pandemia spinge in ogni caso ad abbandonare il focus sulla liquidità che, spiega il rapporto, permette solo di guadagnare tempo. Occorre, secondo lo studio, «concentrarsi sulla salute di lungo termine» delle imprese, incidendo su fattori strutturali; mentre sul piano macroeconomico gli interventi devono puntare in primo luogo alla ripresa. «Il modo migliore per affrontare in anticipo le difficoltà è tornare su un sentiero di crescita», ha detto Rajan. Anche gli investimenti sulla digitalizzazione o sulla sostenibilità ambientale, che segnano molti dei piani di rilancio dei governi, devono evitare di porre vincoli eccessivi alle imprese. «Possono essere molto importanti – ha sottolineato Draghi – se saranno sinergici con la ripresa».

    Oltre lo status quo
    Va inoltre evitata la tentazione di preservare lo status quo. Le politiche dovrebbero «richiedere, spiega il rapporto, una certa quantità di “distruzione creatrice”: alcune aziende si ridimensioneranno o chiuderanno, altre apriranno; alcuni lavoratori dovranno cambiare imprese e settori con un appropriato re-training e assistenza nella transizione».

    Il nodo delle sofferenze
    Non manca qualche consiglio per affrontare eventuali futuri pandemie: una riassicurazione con garanzia statale contro le interruzioni dell’attività economica, e nuovi strumenti (acquisti, garanzie, bad bank) per le sofferenze bancarie. Draghi, in particolare ha sottolineato l’importanza di affrontare il tema dei non performing loans: «Potrebbero non essere una problema per la solvenza delle aziende di credito, ma potrebbero esserlo per la loro capacità di sostenere l’economia» attraverso la concessione dei prestiti. Soprattutto alle piccole e medie imprese che, ha aggiunto, «continuano a dipendere dal sistema bancario». Un esempio positivo di gestione delle sofferenze, secondo il rapporto, può essere quello della Grecia, che ha lanciato nel 2009 la piattaforma Solar, che ha coinvolto le quattro banche sistemiche ed è stata gestita dalla italiana doValue Hellas, del gruppo doValue (Softbank, Bain, Jupiter Asset Management).

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  • America’s Cup, tornano le notti di Luna Rossa

    27 dicembre 2020 • SPORT, In evidenza • 841

    Prada America’s Cup World Series Auckland e delle Christmas Race, i due assaggi di America’s Cup, prima della Prada Cup e della finale dell’America’s Cup che proseguiranno nel 2021. Il 17 è il giorno da segnarsi sul calendario, quando alle 03.00 del mattino, ora italiana, vedremo la prima sfida, Luna Rossa Prada Pirelli Team contro Emirates Team New Zealand (in tv su Rai2 e Sky Sport). A seguire lo scontro tra gli altri due challenger, Ineos Team UK e New York Yacht Club American Magic. Il tutto nel golfo di Hauraki, dove si erano tenute le edizioni del 2000 e nel 2003, la prima dell’esordio del team italiano che vinse la Louis Vuitton Cup.

    Il 17 dicembre sarà anche la prima volta che vedremo in azione nel match-race gli Ac75, i nuovi monoscafi volanti, macchine molto complesse che sono state sviluppate in segreto in questi ultimi anni.

    VOLANTE MA NON TROPPO
    Tutti pensano agli AC 75 come a delle barche volanti, ma cosa succede quando toccano l’acqua? Non hanno un vero bulbo. I foil a S zavorrati all’estremità, che terminano con una componente a T (zavorrata da un piccolo bulbo nei casi di Luna Rossa e American Magic, meno voluminosa in Team New Zealand), hanno una portanza ridotta ed è facile immaginare quanto sarà complesso condurre queste barche di bolina nel vento leggero, quando il full foiling sarà difficile da tenere: immaginiamo per esempio le situazioni di pre-partenza, nei cambi di mura, o in tutte quelle condizioni in cui le barche navigheranno nelle fasi di pre foiling. Non avendo una vera chiglia avranno la tendenza allo scarroccio e una superficie bagnata da gestire. Gli americani hanno prodotto una prima barca completamente piatta sotto, che sembra preoccuparsi principalmente delle fasi di volo puro (quindi con vento da almeno 8 nodi in su), ma che quando toccherà l’acqua avrà un’importante superficie di trascinamento e nessuno appoggio dinamico in carena. I kiwi hanno realizzato quella che sembra una “pancetta“, un volume di galleggiamento a centro scafo, che avrà la funzione di impedire al resto della barca di immergersi quando non sarà sui foil. Un volume rotondo, che sosterrà la barca quando il decollo non sarà ancora effettivo, o quando malauguratamente scenderà dai foil dopo un cambio di mura.

    Nel caso di Luna Rossa notiamo una scelta che somiglia, ma non troppo a quella dei neozelandesi. Nella foto che vi proponiamo in apertura si nota chiaramente un volume a V in carena, quasi una piccola chiglia lunga. Qualcosa di simile ma in fin dei conti diverso da quello che hanno fatto i kiwi. Il segreto sta nelle due forme. Rotondo, morbido, e meno lungo il volume dei neozelandesi. Più fine e lungo quello della barca italiana.

    LA CHIGLIA LUNGA DI LUNA
    Due forme, due possibili funzioni differenti. Con un ruolo principale di galleggiamento il volume neozelandese, con una probabile funzione anti scarroccio quello di Luna Rossa. La “chiglia lunga” di Luna servirà infatti in parte a dare galleggiamento e in parte, grazie alla forma più a V, farà un po’ il lavoro delle carene di un tempo, ovvero evitare che la barca scarrocci. Un particolare importante? In certe condizioni potrebbe essere decisivo, al netto del fatto che all’inizio della Coppa America mancano ancora quasi 2 anni e queste sono solo le prime barche dei team.

    Un particolare che potrebbe rivelarsi importante per esempio nei circling pre partenza, dove le barche navigheranno in condizioni miste, di foiling e di dislocamento. Quando per esempio ci sarà da bloccare l’avversario in un ingaggio da sottovento avere una barca che riesce a scarrocciare poco servirà a “chiudere la porta”, o al contrario se Luna Rossa dovrà difendersi da una barca che attacca da sottovento riuscire a orzare meglio senza scarrocciare, o scarrocciando meno, rappresenta una carta in più. Ricordiamo che nella nuova formula dei match race la partenza tornerà a essere di bolina, quindi vedremo degli stop controvento e barche che dovranno ripartire da ferme quando la portanza dei foil sarà nulla fin quando la barca non tornerà ad accelerare. Sarà interessante vedere che angolo di poggia, e quanto scarroccio, avranno bisogno queste barche per ripartire da una condizione di prua al vento e velocità ridotta. Più questo angolo sarà ridotto più sarà manovriera e agile la barca nelle delicate fasi di prestart.

    Tutti questi ragionamenti devono tenere conto però del fatto che ancora non conosciamo i range di vento previsti dal regolamento di regata. Più il limite minimo sarà basso, più una barca come quella di Luna Rossa, e anche quella dei kiwi in parte, saranno avvantaggiate.

    Molto meno a suo agio in queste condizioni ibride, almeno apparentemente, la barca degli americani dato che non ha alcun volume in chiglia, ma piuttosto è molto più sviluppata la parte aerodinamica.

    E A PRUA?
    Un altro paragone interessante va fatto sulle prue. Non basta dire che quella di Luna Rossa sembra più “classica” e in effetti ha un’estetica che strizza l’occhio ai vecchi ACC, ma non è certo una scelta nostalgica quella fatta dal design team degli italiani.
    Ancora una volta qui entrano in gioco le previsioni che fanno i progettisti. Il problema sembra sempre quello di affrontare la fase in cui la barca tocca l’acqua e qui entrano in gioco due situazioni differenti: una è il momento dello “splash”, ovvero quando la barca scende bruscamente dai foil (per errore umano o per esempio per un calo del vento), e in questo caso serviranno volumi consistenti per evitare che la prua affondi troppo nell’acqua.

    Le scelte di American Magic e dei kiwi sembrano rispondere maggiormente a questa problematica sia pur con strade diverse, con un semi scow gli americani e con una superficie piatta sotto la prua i neozelandesi.
    Ma attenzione anche alla seconda situazione: quella in cui la prua tocca l’acqua perché la barca è in fase di semi foiling o sta accellerando dopo la partenza o dopo una virata. E qui entra in gioco la prua di Luna Rossa, che ha si dei volumi non eccessivamente magri (si allarga quasi subito) ma ha un ingresso comunque più sottile e senza spigoli, quindi potenzialmente in grado di scivolare meglio. Due risposte diverse a due problemi differenti. Appare chiaro insomma che i team abbiano imboccato strade eterogenee alla ricerca di ipotetici compromessi in base a ciò che prevedono.

    Una cosa è certa e il varo di Luna ce lo conferma. Se da un lato l’aerodinamica avrà un ruolo cruciale e quindi tutto ciò che è fuori dall’acqua è stato studiato per offrire la superficie con il minore attrito possibile (ve lo spieghiamo QUI), dall’altro esiste nella mente dei progettisti un “problema acqua”. Ovvero bisognerà fare i conti anche con le fasi in cui queste barche toccheranno l’acqua e dalle scelte che vediamo potrebbe essere una situazione anche più frequente di quanto si possa immaginare. Non dimentichiamoci che la Coppa America ad Auckland si disputerà, tra round robin e AC match vero e proprio, da gennaio a marzo, in piena estate australe. La possibilità di regatare in giornate di vento leggero è quindi concreta. Chi avrà avuto ragione?

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  • Giudice onorario stesso stipendio di un togato

    27 dicembre 2020 • In evidenza, SOCIALE • 2376

    Sentenza storica, per la prima volta si dà un inquadramento specifico ai Got.

    Mentre davanti a vari tribunali d’Italia continua la protesta della magistratura onoraria, che chiede un maggior riconoscimento della propria professione, un giudice del lavoro scrive una pagina importante per la categoria. È arrivata oggi la decisione del tribunale di Vicenza, in risposta al ricorso di una giudice onoraria (got) che, appellandosi alla normativa europea, chiedeva in sostanza che le fosse riconosciuto lo stipendio di un giudice togato. Per un periodo che va da maggio 2003 a luglio 2017.

    Cosa ha stabilito il giudice? Ha accolto l’istanza, precisando che la ricorrente avrebbe avuto diritto a ricevere gli stessi compensi dei giudici ordinari. E ha indicato l’esatto importo che avrebbe dovuto esserle corrisposto, invece del pagamento a cottimo che ricevono i got. E la cifra che le spetta è quella della classe stipendiale HH03, quella cioè di un magistrato ordinario, di ruolo dopo aver svolto il tirocinio. Che, stando alle tabelle più recenti, corrisponde inizialmente a poco meno di 32mila euro lordi.

    E siccome le somme che le sarebbero spettate non le sono state garantite, il giudice ha condannato il ministero e restituirgliele ora. Le sono stati infatti riconosciuti gli arretrati, ai quali va sottratto il compenso “a cottimo” già percepito. Alla ricorrente spetterà poi il risarcimento per “l’illegittima reiterazione dei rapporti a tempo determinato”, che vengono fatti ai magistrati onorari.

    Si tratta di una sentenza storica perché per la prima volta viene pienamente riconosciuto, in adesione ai principi sanciti dalla Corte di Giustizia, in capo ad un Giudice Onorario che ha svolto funzioni assimilabili a quelle di un giudice togato il diritto a percepire lo stesso trattamento retributivo. Ciò non significa, ovviamente, che il Giudice Onorario diventi con ciò magistrato ordinario, significa però che se egli svolge lo stesso lavoro avrà diritto alla stessa retribuzione.

    Giudice onorario: chi è?
    Il giudice onorario è un professionista del diritto che esercita le funzioni tipiche del magistrato togato e che si occupa, pertanto, di decidere in merito ai casi e alle controversie che sono di sua competenza. Detto in maniera oltremodo semplice, possiamo affermare che il giudice onorario è una persona che fa il giudice pur non essendolo a tutti gli effetti.

    In Italia, per diventare magistrato ordinario occorre superare un apposito concorso che, di solito, viene indetto con cadenza annuale. Per parteciparvi è necessario essere in possesso di alcuni requisiti, primo fra tutti la laurea in giurisprudenza, la quale deve essere accompagnata da ulteriori titoli (quale il diploma di specializzazione per le professioni legali, il dottorato, l’abilitazione all’esercizio della professione forense, lo stage in tribunale, ecc.). Il concorso consiste nell’affrontare tre prove scritte e una orale: nel caso di esito positivo, dopo un periodo di tirocinio, si diventa a tutti gli effetti magistrato ordinario.

    Magistratura onoraria: cos’è?
    Diverso è il percorso previsto per la magistratura onoraria: in questo caso, il concorso a cui bisogna iscriversi non è per esami, ma solamente per titoli. Ciò significa che il futuro giudice onorario non verrà selezionato in base al superamento di una o più prove, ma sulla scorta dei soli titoli che ha presentato al momento dell’invio della domanda. In parole povere, il giudice onorario viene scelto in base al suo curriculum.

    Anche nell’ipotesi della magistratura onoraria, per poter accedere al concorso occorre essere in possesso di determinati requisiti: in buona sostanza, possono partecipare al concorso i laureati in giurisprudenza che abbiano conseguito l’abilitazione all’esercizio dell’avvocatura o abbiano svolto funzioni giudiziarie anche onorarie per almeno due anni, ovvero abbiano svolto funzioni notarili, di insegnamento di materie giuridiche nelle università, funzioni inerenti alle qualifiche dirigenziali e che abbiano un’età non inferiore a trent’anni né superiore ai settanta, che abbiano cessato l’esercizio di qualsiasi attività lavorativa e, se avvocati, purché non esercitino la professione forense nel circondario del tribunale dove ha sede l’ufficio del giudice di pace al quale appartengono.

    Giudice onorario: cosa fa?
    Cosa fa un giudice onorario? Egli esercita, seppur in maniera temporanea (la carica di magistrato onorario è, infatti, a tempo determinato), le stesse funzioni del magistrato ordinario: pertanto, può emettere sentenze, condannando al risarcimento o alla restituzione dei beni nei giudizi civili, ovvero al carcere in quelli penali. Il giudice onorario, in pratica, è del tutto assimilabile a colui che ha vinto il concorso per la magistratura ordinaria.

    Va detto, però, che alla magistratura onoraria sono di norma attribuiti compiti meno rilevanti rispetto a quella ordinaria: ad esempio, il giudice di pace, che è il classico esempio di giudice onorario, è competente solamente per le controversie di minore importanza e, nel settore penale, non può nemmeno condannare a pena detentiva. Al contrario, i giudici onorari di tribunale si occupano di controversie molto delicate, avendo competenza anche su cause di ingente valore e, nel caso di giustizia penale, potendo comminare la pena del carcere.

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  • Aptera, il suo veicolo elettrico solare

    17 dicembre 2020 • TECNOLOGIA, In evidenza • 1411

    La casa automobilistica Aptera, con sede in California, ha recentemente aperto i preordini per il suo veicolo elettrico solare che “non ha mai bisogno di essere ricaricato”. In meno di 24 ore, secondo l’azienda, l’auto da 26.000 dollari è andata esaurita. La struttura in stile futuristico è progettata con materiali leggeri, fornendo aerodinamica e raffreddamento a bassa dispersione. La tecnologia Never Charge di Aptera è composta da un pacchetto solare integrato che fornisce più di 64 km di guida “gratuita” al giorno “rendendolo il primo veicolo che non ha bisogno di rifornirsi per la maggior parte dell’uso quotidiano”. Il veicolo è inoltre dotato di una batteria che fornisce 1600 km di autonomia, che supera di gran lunga i 595 km di autonomia della Tesla Model S.

    Il co-fondatore dell’azienda Chris Anthony ha dichiarato: “Con la tecnologia Never Charge di Aptera, a farti guidare è la potenza del sole. Il nostro pannello solare integrato mantiene la batteria carica e ovunque tu voglia andare, vai e basta.” Aptera era disponibile per i preordini il 4 dicembre, con prezzi a partire da 25.900 dollari fino a 46.900 (21.300 euro e 38.700 per le quattro ruote motrici. Il veicolo è progettato con motori elettrici raffreddati a liquido gli consentono di passare da zero a 96 km/h in soli 3,5 secondi, con una velocità massima di 177 km/h.

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    Pricing Aptera Solar Electric Vehicle $25,900 – $46,900+ depending on range and options.
    New Aptera Solar Electric Vehicle 2021 video review and description.

    Aptera is the first electric/ solar vehicle that requires no charging for most daily use. Thanks to the power of the sun, the dream of driving for more miles with less carbon, materials, and energy from the grid is now a reality.
    Drawing less than 100Wh per mile for everyday driving, Aptera can go five times farther than other electric vehicles with the same-sized solar system.

    The Aptera is the first Never Charge electric vehicle. Its solar system can produce more power per year than most drivers will ever need for the road.

    Size
    Overall Length: 172 in.
    Overall Width: 88.0 in.
    Overall Height: 57 in.
    Cargo Capacity – 25 cu. ft. volume

    Performance
    All wheel drive @ 150 kW – as quick as 3.5 sec 0 – 60 mph
    Front wheel drive @ 100 kW – as quick as 5.5 sec 0 – 60 mph
    Top Speed – 100+ mph with RPM limit of 110 mph

    Range Options
    ~1000 mile range – 100 kWh
    ~600 mile range – 60 kWh
    ~400 mile range – 40 kWh
    ~250 mile range – 25 kWh

    Solar
    Never Charge Solar array in ~3 square meters/ 700 watts.
    Self-charges up to 60 kM while simply being parked.
    Solar can be added to Aptera’s hood and Rear Hatch for up to 24 miles of additional free solar charging per day.

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  • Da gennaio 2021 giro di vite sui conti correnti in rosso

    17 dicembre 2020 • ECONOMIA, In evidenza • 769

    L’autorità bancaria europea “Eba” detta il nuovo regolamento per i correntisti.
    Dal prossimo gennaio cambiano le regole per la gestione dei conti “in rosso”: gli addebiti automatici non saranno più consentiti se i clienti non avranno sufficienti disponibilità liquide sui loro depositi bancari.

    Non saranno più possibili nemmeno piccoli sconfinamenti e questo vuol dire, per molti artigiani, commercianti, piccoli imprenditori e anche per molte famiglie, non poter più usufruire di quelle piccole forme di flessibilità che, specie in questa fase così critica a causa degli effetti economici della pandemia Covid, sono fondamentali per far fronte ai pagamenti di utenze o altri adempimenti, come gli stipendi e i contributi previdenziali, le rate di finanziamenti e mutui.

    Bastano solo tre mesi di mancati pagamenti per una cifra minima di soli 100 euro per far scattare l’allamre rosso che può portare al blocco dei Rid. Infatti l’istituto di credito dovrà segnalare il cliente alla centrale rischi e di classificare tutta la sua esposizione come “crediti malati“.

    Con le segnalazioni da parte degli istituti di credito di fatto potrebbe scattare la chiusura totale dei rubinetti per i finanziamenti. La procedura prevede infatti l’immediata sospensione del Rid (la disposizione automatica di pagamento) qualora venga accertata la mancanza di fondi per eseguire il pagamento. Immediatamente il correntista diventa “moroso” e da qui parte la segnalazione che può definitivamente rovinare il conto corrente.

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  • Augias restituisce la Legion d’onore

    17 dicembre 2020 • In evidenza • 774

    Corrado Augias restituisce la Legion d’onore in segno di protesta per il caso Regeni dopo che il presidente francese Emmanuel Macron ha insignito dello stesso riconoscimento il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi. Lo scrive su La Repubblica:

    “Caro direttore, domani lunedì 14 dicembre, andrò all’Ambasciata di Francia per restituire le insegne della Legion d’onore a suo tempo conferitemi. Un gesto nello stesso grave e puramente simbolico, potrei dire sentimentale. Sento di doverlo fare per il profondo legame culturale e affettivo che mi lega alla Francia, terra d’origine della mia famiglia”.

    Poi spiega:

    “La mia opinione è che il presidente Macron non avrebbe dovuto concedere la Legion d’onore ad un capo di Stato che si è reso oggettivamente complice di efferati criminali. Lo dico per la memoria dello sventurato Giulio Regeni, ma anche per la Francia, per l’importanza che quel riconoscimento ancora rappresenta dopo più di due secoli dalla sua istituzione. Ci sono occasioni in cui anche i capi di Stato dovrebbero attenersi a quella che gli americani chiamano the right thing, la cosa giusta. Credo che il presidente Emmanuel Macron in questo caso abbia fatto una cosa ingiusta”.

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  • Il giorno più corto dell’anno è il 13 o 21 dicembre?

    17 dicembre 2020 • In evidenza, SOCIALE • 9914

    “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia“. È questo il detto popolare che accompagna per tradizione il 13 dicembre, data in cui ricorre la festa di Santa Lucia, che celebra la martire cristiana uccisa nel 304 a Siracusa durante le persecuzioni dell’imperatore romano Diocleziano. Non sempre tuttavia i modi di dire corrispondono alla realtà: il 13 dicembre non è infatti davvero il giorno più breve (o viceversa la notte più lunga) dell’intero calendario. Questo titolo appartiene di diritto al solstizio d’inverno, il cui appuntamento è fissato quest’anno per il 21 dicembre (lo scorso anno cadeva il 22). Ma attenzione, la credenza non è classificabile del tutto come una ‘bufala’: un fondo di verità c’è e per scovarla bisogna andare indietro di qualche secolo.

    Prima della riforma voluta da Papa Gregorio XIII, a causa di uno scollamento tra il calendario civile e quello solare, il solstizio d’inverno ricorreva tra il 12 e il 13 dicembre, sovrapponendosi proprio con la giornata dedicata a Santa Lucia. Nel 1582, per cancellare tali differenze venne quindi istituito il cosiddetto calendario gregoriano, un sistema unico di calcolo cronologico, che è in funzione ancora oggi. Il solstizio invernale traslocò dunque a ridosso di Natale (21 o 22 dicembre), anche se questo non impedì di far arrivare in epoca moderna la convinzione che Santa Lucia fosse ancora il giorno più corto dell’anno.

    A onore di cronaca va detto che il 13 dicembre il sole tramonta prima del 21 dicembre, cosa che potrebbe in effetti trarre in inganno. Contestualmente l’alba arriva però in anticipo, ragione per cui nel complesso le ore di luce sono comunque di più rispetto al solstizio (seppure di pochi minuti).

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    NUOVA INTEGRAZIONE ALLA PROCURA PER IL CDR DI COSTA PARADISO

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    17 settembre 2026 • 2220

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    COSTA PARADISO: DEPOSITO DENUNCIA-QUERELA PER CDA E CDR

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