Una casa ordinata non è una casa perfetta

by • 15 marzo 2023 • In evidenza, SOCIALECommenti disabilitati su Una casa ordinata non è una casa perfetta216

La giapponese Marie Kondo, autrice del best seller “Il magico potere del riordino”, dopo la nascita del terzo figlio confida di avere cambiato prospettiva: la sua casa si è fatta disordinata e le sue priorità sono cambiate. Al di là delle diverse reazioni dei suoi fan, la prima domanda che dovremmo farci mi sembra questa: perché i suoi libri hanno avuto un successo così ampio nel mondo occidentale?

Credo che Marie abbia intercettato un malessere molto diffuso: la sensazione di essere soffocati e assediati dalle cose, sommersi da un eccesso di oggetti e sopraffatti dal “troppo” che siamo indotti compulsivamente a desiderare, ad acquistare, a conservare. L’immagine di spazi più vuoti e di armadi più ordinati ci ha affascinato perché ci ha dato una sensazione di leggerezza; ci è sembrato di poter riprendere il controllo di qualcosa che ci stava sfuggendo di mano.

La ricetta di Marie ci ha fatto lo stesso effetto di quando, dopo un lungo periodo di abbuffate, veniamo a conoscenza di una dieta miracolosa: ci entusiasmiamo e ci mettiamo d’impegno, sperando di poter finalmente uscire dal senso di pesantezza che ci si è incollato addosso e che ci fa stare male.

Ma come tutti sappiamo, vivere perennemente a dieta non solo è impossibile, ma è anche triste: si finisce per non pensare ad altro che al cibo, costretti come si è a controllarlo e a viverlo come un insidioso nemico. Per questo, la dieta ha senso solo se è un passaggio per imparare ad alimentarsi bene, a godere del cibo in modo equilibrato senza diventarne schiavi, e a riscoprirlo come occasione di piacere e di festa: un modo per stare insieme e condividere momenti buoni con gli altri.

Se dunque vogliamo giovarci della “dieta del riordino” che abbiamo imparato da Marie, dobbiamo riflettere di più su quello che significa l’ordine per noi e su quello che davvero desideriamo. Anche se appropriata e intelligente, la risposta organizzativa infatti non basta: trovare il giusto posto per ogni cosa, organizzare lo spazio, imparare a liberarci del superfluo, sono azioni molto utili se non addirittura necessarie, ma che vanno “guidate” da un pensiero più articolato.

L’ordine suggerito da Marie non può resistere nel tempo se è fine a se stesso, perché la vita è troppo imprevedibile, ricca e complessa. Ce lo rivela lei stessa, all’arrivo del suo terzo bambino: una notizia che è una buona notizia, perché quando si tratta di figli il tre è il numero del coraggio di osare; un numero che spariglia le carte, rompe gli equilibri e introduce un “di più” creativo.
Proprio a causa di questa imprevedibilità, un ordine che dipendesse solo dalla nostra capacità di controllo non può resistere nel tempo, se non bloccando il fluire stesso della vita. È necessario chiederci invece quale vogliamo sia il nostro “principio ordinatore”: cosa orienta le nostre priorità e cosa è più importante per noi nelle diverse fasi della vita. È necessario capire che l’ordine migliore è un delicato punto di equilibrio, diverso per ciascuno di noi: un punto di equilibrio personale, che sposta il suo asse mano a mano che la famiglia cresce.

Una casa “sufficientemente ordinata” non è un asettico luogo di passaggio, ma un luogo in cui è piacevole stare: un luogo abitato, nel quale si avverte la presenza di qualcuno che ha nella mente e nel cuore il tema della cura; cura che è insieme un pensare e un fare, per il bene di tutti e di ciascuno.

Una casa ordinata non è una casa perfetta, ma un luogo nel quale si sta bene, uno spazio accogliente in cui è possibile incontrarsi, un luogo che è insieme personale e familiare; uno spazio condiviso del quale dobbiamo imparare tutti a prenderci concretamente cura perché il mio, il tuo e il nostro possano convivere in sufficiente armonia.

Marie ha aperto senza saperlo la strada per una riflessione importante, che riguarda molti aspetti della nostra vita: come liberarci dagli attaccamenti inutili, come definire ciò che per noi è prezioso, come darci delle priorità.

Senza saperlo, ci ha rimesso in contatto con il tema antico delle virtù, prime tra tutte la sobrietà e la temperanza: virtù dimenticate che ci insegnano a mantenere un contatto rispettoso e positivo con le persone e le cose.

L’annuncio a sorpresa
L’annuncio che ha spiazzato tutti è arrivato alla fine di gennaio sul Washington Post. Parole per lei così controcorrente da rappresentare quasi una marcia indietro rispetto alla sua filosofia “Konmari” (riordinare tutto con il sorriso). Ha detto infatti Marie Kondo: «La mia casa è disordinata, ma il modo con cui sto passando il tempo è quello giusto per me in questa fase della mia vita”, ha dichiarato Kondo,. Vivere in armonia con noi stessi e con lo spazio che ci circonda, in cui riordinare casa significa mettere in atto il decluttering, ovvero l’arte di liberarsi di oggetti che non ci servono più, vengono presentati come un vero e proprio stile di vita, una pratica che riguarda più aspetti della nostra quotidianità. Ora, invece, la nuova linea del “disordine controllato”.

Ma da cosa sarebbe stata causata la svolta? Marie non ne fa un mistero, la nascita del terzo figlio dell’autrice, nato del 2021, che avrebbe portato la guru a riflettere sul fatto di voler trascorrere più tempo con la sua famiglia e i suoi bambini. Tante le reazioni, soprattutto sui social network: molti si sentono infatti rincuorati per il fatto che l’ideatrice stessa del rigoroso metodo KonMari ha rinunciato a seguire in modo oltrazista la propria filosofia dell’ordine senza se e senza ma.

Marie Kondo ha raggiunto il successo internazionale nel 2014 con la pubblicazione negli Stati Uniti del bestseller The Life Changing Magic of Tiding Up. The Japanese Art of Decluttering and Organizing, uscito in Italia con il titolo Il magico potere del riordino.
Sottotitolo: Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita.

Si tratta della guida sul KonMari, il metodo con cui l’autrice si proponeva di cambiare il modo di riorganizzare gli spazi domestici dei suoi lettori e seguaci. Risale invece al 2019 l’uscita della serie tv su Netflix Tidying Up With Marie Kondo, in italiano Facciamo ordine con Marie Kondo: 8 episodi in cui l’autrice giapponese si occupa di riordinare le case di alcune famiglie americane.

Nella serie il disordine viene percepito come causa della negatività e tensioni che si instaurano nei rapporti tra parenti. Kondo è diventata poi protagonista anche di un’altra serie, Sparking Joy with Marie Kondo, del 2021, uscita su Netflix Italia con il titolo Scintille di gioia con Marie Kondo. Ed è proprio sulla gioia, infatti, che si basa il metodo KonMari: ciò che non ci rende felici, che non diffonde le scintille di gioia e che ci ricorda brutti momenti della nostra vita deve essere eliminato. Che si tratti di vestiti, libri, soprammobili, documenti, qualsiasi oggetto che non viene associato a gioia o positività deve essere eliminato.

Sono molto famosi anche i suoi metodi per piegare i vestiti o raccogliere gli oggetti da bagno in contenitori appositi per ricavare altro spazio in armadi e cassetti.

Per quanto sia considerato modello a cui aspirare, il metodo di Marie Kondo ha sempre sorpreso per essere molto rigoroso, e ha acceso diversi dubbi e interrogativi su quanto uno stile di vita come questo potesse effettivamente essere sostenibile per tutte quelle persone che devono dividere le proprie energie tra famiglia, scuola e lavoro a tempo pieno. Ora la svolta finisce per umanizzare un po’ il rigore nipponico.

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