PIÙ PROPRIETARI DIFFIDANO IL CDA PER GRAVI INADEMPIENZE

by • 20 maggio 2019 • Dentro la notizia, ARCHIVIO DENTRO LA NOTIZIA, In evidenza, NOTIZIE DAL VILLAGGIOComments (1)1499

Quando Dio si vergogna degli uomini e gli uomini si vergognano di Dio” è la didascalia di un libro di Ferdinando Camon che potrebbe valere per quanto accade alla Comunità del Territorio di Costa Paradiso.

Più volte i proprietari/partecipanti di Costa Paradiso sono stati testimoni di crisi, a tutti i livelli, accompagnate da punti di rottura finanziaria che hanno minacciato l’esistenza della stessa Comunità.

Questa volta si è arrivati ad un punto tale che il Sindaco di Trinità d’Agultu è ricorso al Tribunale Ordinario di Tempio con l’obiettivo di commissariare l’attuale C.d.A. oppure convocare nuova assemblea per l’elezione di un nuovo consiglio di amministrazione.

Nulla di più grave incide ed abbatte il morale e la dignità di qualunque C.d.A. che si rispetti.

Come se non bastasse, il 18 aprile u.s., più proprietari/partecipanti, di grande importanza in termini di decimillesimi di proprietà, hanno diffidato i singoli componenti dell’attuale C.d.A. a rispondere dei danni arrecati a tutte le proprietà esclusive e comuni dalla prosecuzione di un chiaro stato di illecito e cioè di scarichi non a norma attribuibili alla mancata realizzazione della rete fognaria.

I principali capi d’accusa contenuti nella diffida inoltrata al C.d.A. sono :

1) Di essersi avocato poteri che non competono, nella maggior parte dei casi, neppure alla assemblea dei comproprietari.

2) Di aver creato un’estrema situazione di incertezza in ordine alla continuità della gestione.

3) Di non aver consentito ai comproprietari di realizzare la fognatura anche nell’ipotizzata inezia (dal C.d.A.) dell’ente pubblico.

In merito a questa ultima grave diffida, la nostra redazione ha contattato il geom. Mario Mela, capofila di questa iniziativa, per chiedere maggiori informazioni.
“La mancata attuazione della delibera assembleare di realizzazione della rete fognaria e le reiterate dichiarazioni del C.d.A. di sospendere la gestione dei beni comuni da un giorno all’altro, hanno irrimediabilmente compromesso l’apertura delle attività stagionali con alcuni tour operator per la stipula di contratti di affitto di immobili”.
Continua il geom. Mela “Nel 2017, il mio gruppo immobiliare sostenne l’elezione dell’attuale C.d.A. con una reciproca promessa: io mi sarei impegnato a saldare i pagamenti delle quote condominiali e, l’allora candidato presidente del C.d.A. si sarebbe impegnato in qualche modo per iniziare i lavori di adeguamento dell’impianto fognario.”

Pochi attimi di silenzio e il geom. Mela aggiunge “Non ci sto!
In questi ultimi due anni ho versato nelle casse della comunità circa 450mila euro e l’adeguamento dell’impianto fognario è ancora in alto mare”.

“Non ci sto nel leggere il comunicato del C.d.A del 17 maggio u.s. dove, in barba alla privacy, (questo sarà motivo di un’ ulteriore richiesta di risarcimento) sbandierano in chiaro la somma dell’importo a saldo delle mie quote condominiali arretrate, somma che mi sono più volte dichiarato disposto a saldare all’istante in concomitanza con l’inizio dei lavori di adeguamento fognario.”

“Non ci sto nell’ascoltare un video del vicepresidente Giovanni Monterosso, succeduto al compianto Fernando Buffoni, dove, nella scorsa campagna elettorale, ammise che nella maggior parte dei proprietari c’è stato un compiacimento nel pensare che Costa Paradiso fosse un gruppo privato installato in un oasi con strutture private. Una persona che esprime questo pensiero non può, una volta eletto, impedire ai comproprietari di realizzare la fognatura a loro spese”.

LINK MONTEROSSO GIOVANNI PARLA AI PROPRIETARI DI COSTA PARADISO

https://youtu.be/T3QYoS9BoPA

Eppure dopo l’insediamento di questo C.d.A. molte cose sono cambiate in meglio nel recupero crediti e nella riorganizzazione del lavoro. Questi risultati non sono bastati a scongiurare il pericolo, ancora incombente, che minaccia il futuro di Costa Paradiso.
Il geom. Mela conclude “in questo clima di incertezze non si può ignorare la comunicazione del sindaco di Trinità d’Agultu, inviata al C.d.A., e a tutti i proprietari della Comunità di Costa Paradiso, …chi non è allacciato alla rete fognaria è fuori norma e passibile di sanzioni penali per inquinamento, e amministrative con multe da 6.000 a 60.000 euro”.

Redazione Costa Paradiso News
20.05.2019 alle 8:18

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SCACCO MATTO, SVOLTA STORICA PER IL COMUNE CHE DELIBERA LE MODALITÀ INIZIO LAVORI FOGNA
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IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA L’ATTUAZIONE DEL PRIMO STRALCIO FOGNARIO

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IL COMUNE SFIDUCIA IL C.d.A. DI COSTA PARADISO
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LA CRISI DEL C.D.A. CON L’ ENTE LOCALE, TENEBRE SU TENEBRE

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PIÙ PROPRIETARI DIFFIDANO IL CDA PER GRAVI INADEMPIENZE
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PROGETTO FANTASMA, FERDINANDO MULAS E L’ INCHIESTA PER DANNO ERARIALE
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COSTA PARADISO NEWS SUPERA 509.000 VISUALIZZAZIONI DI PAGINA IN 138 STATI E 1026 LOCALITÀ ITALIANE (Google analytics 31 maggio 2019)
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One Response to PIÙ PROPRIETARI DIFFIDANO IL CDA PER GRAVI INADEMPIENZE

  1. PIÙ PROPRIETARI DIFFIDANO IL CDA PER GRAVI INADEMPIENZE ha detto:

    Quando Dio si vergogna degli uomini e gli uomini si vergognano di Dio” è la didascalia di un libro di Ferdinando Camon che potrebbe valere per quanto accade alla Comunità del Territorio di Costa Paradiso.

    Più volte i proprietari/partecipanti di Costa Paradiso sono stati testimoni di crisi, a tutti i livelli, accompagnate da punti di rottura finanziaria che hanno minacciato l’esistenza della stessa Comunità.

    Questa volta si è arrivati ad un punto tale che il Sindaco di Trinità d’Agultu è ricorso al Tribunale Ordinario di Tempio con l’obiettivo di commissariare l’attuale C.d.A. oppure convocare nuova assemblea per l’elezione di un nuovo consiglio di amministrazione.

    Nulla di più grave incide ed abbatte il morale e la dignità di qualunque C.d.A. che si rispetti.

    Come se non bastasse, il 18 aprile u.s., più proprietari/partecipanti, di grande importanza in termini di decimillesimi di proprietà, hanno diffidato i singoli componenti dell’attuale C.d.A. a rispondere dei danni arrecati a tutte le proprietà esclusive e comuni dalla prosecuzione di un chiaro stato di illecito e cioè di scarichi non a norma attribuibili alla mancata realizzazione della rete fognaria.

    I principali capi d’accusa contenuti nella diffida inoltrata al C.d.A. sono :

    1) Di essersi avocato poteri che non competono, nella maggior parte dei casi, neppure alla assemblea dei comproprietari.

    2) Di aver creato un’estrema situazione di incertezza in ordine alla continuità della gestione.

    3) Di non aver consentito ai comproprietari di realizzare la fognatura anche nell’ipotizzata inezia (dal C.d.A.) dell’ente pubblico.

    In merito a questa ultima grave diffida, la nostra redazione ha contattato il geom. Mario Mela, capofila di questa iniziativa, per chiedere maggiori informazioni.
    “La mancata attuazione della delibera assembleare di realizzazione della rete fognaria e le reiterate dichiarazioni del C.d.A. di sospendere la gestione dei beni comuni da un giorno all’altro, hanno irrimediabilmente compromesso l’apertura delle attività stagionali con alcuni tour operator per la stipula di contratti di affitto di immobili”.
    Continua il geom. Mela “Nel 2017, il mio gruppo immobiliare sostenne l’elezione dell’attuale C.d.A. con una reciproca promessa: io mi sarei impegnato a saldare i pagamenti delle quote condominiali e, l’allora candidato presidente del C.d.A. si sarebbe impegnato in qualche modo per iniziare i lavori di adeguamento dell’impianto fognario.”

    Pochi attimi di silenzio e il geom. Mela aggiunge “Non ci sto!
    In questi ultimi due anni ho versato nelle casse della comunità circa 450mila euro e l’adeguamento dell’impianto fognario è ancora in alto mare”.

    “Non ci sto nel leggere il comunicato del C.d.A del 17 maggio u.s. dove, in barba alla privacy, (questo sarà motivo di un’ ulteriore richiesta di risarcimento) sbandierano in chiaro la somma dell’importo a saldo delle mie quote condominiali arretrate, somma che mi sono più volte dichiarato disposto a saldare all’istante in concomitanza con l’inizio dei lavori di adeguamento fognario.”

    “Non ci sto nell’ascoltare un video del vicepresidente Giovanni Monterosso, succeduto al compianto Fernando Buffoni, dove, nella scorsa campagna elettorale, ammise che nella maggior parte dei proprietari c’è stato un compiacimento nel pensare che Costa Paradiso fosse un gruppo privato installato in un oasi con strutture private. Una persona che esprime questo pensiero non può, una volta eletto, impedire ai comproprietari di realizzare la fognatura a loro spese”.

    LINK MONTEROSSO GIOVANNI PARLA AI PROPRIETARI DI COSTA PARADISO

    https://youtu.be/T3QYoS9BoPA

    “Eppure dopo l’insediamento di questo C.d.A. molte cose sono cambiate in meglio nel recupero crediti e nella riorganizzazione del lavoro. Questi risultati non sono bastati a scongiurare il pericolo, ancora incombente, che minaccia il futuro di Costa Paradiso”.
    Il geom. Mela conclude “in questo clima di incertezze non si può ignorare la comunicazione del sindaco di Trinità d’Agultu, inviata al C.d.A., e a tutti i proprietari della Comunità di Costa Paradiso, …chi non è allacciato alla rete fognaria è fuori norma e passibile di sanzioni penali per inquinamento, e amministrative con multe da 6.000 a 60.000 euro”.

    Redazione Costa Paradiso News
    20.05.2019 alle 8:18

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